da lettere mai recapitate

+The Artist's Wife in a White Interior

Se ci fossimo scritti in altri tempi
altre occasioni, ovviamente
e circostanze da dimenticare
come le solite noiosissime cene
cui eravamo costretti
o se mi avessi scritto da una spiaggia
mentre da quella accanto ti scrivevo
del profumo dell’erica la sera
e tu del vento
se annottando
ti avessi scritto senza una candela
da una stanza nel ventre di Parigi
e tu da Anzio
ci saremmo poi incontrati sulla strada
che conduceva a Brindisi
prima del solito imbarco per la Grecia
ma su diverse navi
altrimenti come avremmo potuto
scriverci
tu la memoria, io malinconia,
le parole che vanno
quando il potere commisera il silenzio
ed i miei anni spesi a contrastare
i delitti di Delfi
dove non c’è parola che somigli
a uno scambio di idee
se lo avessimo fatto.


un ritorno periodico nel nulla

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Io non abito a Roma ma in qualcosa che le è cresciuta intorno nella maniera più insensata possibile.
Dunque, abito in una speculazione volgare e in un tumore e non mi sento figlio di una guerra – sono nato nel 1944 – ma di un massacro della cultura, della storia, della bellezza, dell’arte e del senso svanito dell’umano.
Sono pertanto figlio di un vuoto e ogni volta che parlo del vuoto di questo parlo. Al vuoto.
Solo talvolta visito macerie e rintraccio qualcosa che mi spetta. Rintraccio e poi ritorno al nulla.


insensato

Spaghetti al mascarpone a notte fonda
quattro forchette un piatto tre coltelli
amministravo vacche
al bancone del bar
Tangeri non ha vento e mare assilla
mentre cantano, anima, gli uccelli
al mio portone
che ostinatamente lascio aperto
quando mi sento come una postilla
al libro degli stracci della vita.

 


Cartella clinica (non richiesta) del sig. Donald Trump

Affermare una cosa e poi il contrario, formulare un pensiero e poi un pensiero opposto, comportarsi in un certo modo e poi in maniera divergente sono indici che permettono di definire una persona con il termine “schizoide”.
Dunque Trump non è soltanto un idiota, come risulta evidente a chiunque abbia la sventura di ascoltarlo (e guardarlo, con quegli occhietti porcini semichiusi e ravvicinati e la fronte sfuggente), ma è un soggetto schizoide, cioè un soggetto confuso e umorale, estremamente istintivo, il che significa che non riflette, il che significa che è chiuso nei propri processi interni con scarsa attenzione alla realtà, il che significa che ha un esame di realtà insufficiente, il che sta a significare che ha una personalità infantile. Egli è allora capriccioso, onnipotente (come tutti i bambini sbatte i piedini per terra se non ottiene subito quello che vuole) e dunque ha indubitabilmente i piedi gonfi.
Come tutti i narcisisti di questo mondo (ce ne sono moltissimi) è soggetto a frequenti crisi di rabbia, essendo incapace di tollerare la frustrazione ed è lievemente paranoico (chi non lo asseconda è un nemico). Teme dunque per la propria incolumità e sospetto abbia un assaggiatore, come tutti i satrapi del passato e, forse, anche odierni, Sicuramente suda, ma non credo usi deodoranti.
Ovviamente non sa comportarsi – i bambini non si sanno comportare se non hanno ricevuto un’educazione adeguata. Lui non l’ha ricevuta: guardate cosa ha combinato ieri con la Regina d’Inghilterra.
A proposito: simpaticissima la premier scozzese!

Definizione clinica dei votanti per il sig. Donald Trump: teste di cazzo.

Nota dell’autore. Qualsiasi estensione a situazioni e persone che vi sembra di conoscere è pertinente.


questa stanza di passi

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Ora mi sembra strano attraversare
questa stanza di passi
dove mi è nata tutta questa terra.


i semi da lontano

 

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(immagine di luciana riommi)

E i deserti
se una nuvola passa
si ricordano di avere avuto fiori
ma non abito il vento che trasporta
i semi da lontano.


sempre la solita storia

Dunque l’arte è senza dubbio quella di sopportare l’insopportabile e di non sentire ciò che è orribile come tale, cioè orribile. Definire quest’arte come la più difficile, è ovvio. L’arte di esistere contro i fatti, dice Oehler, è l’arte più difficile. Esistere contro i fatti significa esistere contro ciò che è insopportabile e contro ciò che è orribile, dice Oehler. Se noi non esistiamo costantemente contro ma solo costantemente con i fatti, dice Oehler, andiamo a fondo in brevissimo tempo. Il fatto è che la nostra esistenza è un’esistenza insopportabile e orribile, se esistiamo con questo fatto, dice Oehler, senza esistere contro questo fatto, andiamo a fondo nel più miserabile e nel più comune dei modi… E’ sempre un problema di freddezza mentale e di acume mentale, dice Oehler. La maggior parte delle persone, dice Oehler, non ha né freddezza mentale né acume mentale e non ha neppure intelletto. L’intera storia sino ad oggi ne ha dato senz’altro prova. Ovunque guardiamo, né freddezza mentale né acume mentale, dice Oehler, il tutto è una gigantesca storia, spaventosamente lunga, priva di acume mentale e di freddezza mentale, e quindi priva di intelletto. Se guardiamo alla storia, qui deprime in particolare la totale mancanza di intelletto, per non parlare poi di acume mentale e di freddezza mentale. In tal senso non è un’esagerazione dire che tutta la storia è una storia totalmente priva di intelletto, ragion per cui è anche una storia completamente morta.

(Thomas Bernhard, Camminare, Adelphi, Milano, 2018)


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