a Roma

 
 
angolo

    (foto ed elaborazione di luciana riommi)
     
     

    Tratto da “Ara Coeli” in Desiderare altrimenti
    (Fermenti Editrice 2011)

    Chi sei tu: questa città. Ordine e caos, assennata e selvaggia, crudele e colma di pietà. Le tue contraddizioni mi stordiscono. Hai dispensato vita e dato morte, tracannato l’Olimpo e il Paradiso, donato cognizione e sparso sangue. Ignoro se hai speranza di perdono.
    Hai dato asilo a quelli che hai scacciato, crocifisso, dannato. Ne hai indossato le vesti, senza spogliarti prima delle tue.
    Nel manto dei tuoi secoli: gli dei che veneravi e oggi ignori. Sopravvivono in ogni filo d’erba nascosto tra le forme delle pietre, rilanciando messaggi inauditi che smentiscono quello che dagli altari detti. Non ti sei rinnegata a sufficienza; in ogni tuo sorriso colgo un ghigno.
    Propaghi senso e spesso il suo contrario. Sei storia, evoluzione, conoscenza; subito dopo sconosciuta assenza. Come se l’abisso avesse forma.
    Ignoro se cammino i tuoi percorsi: ogni passo è smentito. Sei sospensione, silenzio; evanescenza ogni tua conferma. Senza affermare, senza sconfessare: un’incertezza.
    Come un assurdo intenso. Che permette di vivere.

     
     


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