la morte fragile

Christian Hetzel - Grey painting [1]

Le braccia ancora no: (quelle riuscivo a sorreggerle)

con uno sforzo liquido degli occhi.

Tuttavia il viso

diluiva in particelle di connotazione,

spesso profili simili all’assenza.

Spicchi allampanati di limone

(giallo albume)

faceva il mio sudore senza pelle.

Sconcertato

scolorivo le ombre

che mi sembrava colassero dagli alberi

sulla collina presso la finestra.

Dislocava sibili

(sopravvenienze ventose)

ed altre dissipanti sconvenienze.

La cosa più bugiarda era questa impressione di smentita.

Ti vedevo partire, ma le mani:

una conferma clamorosa.

Quindi dal letto: una richiesta breve.

E questa morte fragile

io non so dire a chi si riferiva

se non ti sento dentro.

S’avvicinava intanto

come se il giorno girasse senza forma

nel vapore silente della luna.

Valicava appena.

Sorgente. Ad arco. Margine a diluire.

(tratto da: L’anima nella neve. Inedito).

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