fatti di vento

 

c’era la posta verso la cantina
dove un altro signore mi abitava
come se fosse un profugo
e chiedeva di me
che mi rendevo foglia per sparire
come un fatto di vento
e verso il fiume
ci rendevamo acqua
come similitudine e distanza
che risalivo per non farmi mare
dove lui si sperdeva
fino al mattino dopo e una mancanza.

 

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