l’altra mano

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Non s’intuiva alcuna curvatura
d’orizzonte
senza forma di terra
di cui intravedo l’ombra nel deforme.
Prendimi l’altra mano
nel vasto senza fondo del mio senza
che la mia presa è fragile
e la sera cammina e non si volta.
C’era veglia sul viso
mentre aspettavo un sonno involontario.
Notte, come sempre la notte
ma non voglio ferirti se ti amo.

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