Alle mie conseguenze

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Alle mie conseguenze

Mi parlerò di enigmi. Di stemmi e vecchi inchiostri tra le solite conseguenze di antefatti sempre improvvisati.

Del caso, i cui mi stimo figlio, con cui passo la notte per dare un campo al vuoto e al mio disagio, che di quello rispecchia l’assonanza e il tuo costante ammasso nel mio petto.

Di parole: senza farne parola.

Quindi disposizioni d’altra sponda; incantesimi a volte, spesso mancanze, di cui non c’è più modo di parlare.

D’altro, nel senso propedeutico di forse, dato che forse non ha connotazione e per ciò stesso allucina il possibile di una forma impensata di parole.

Di impossibilità. Dunque, più facile l’incontro.

Un inutile grande

come l’ascolto

in una disonesta annotazione

di invenzioni mancate

a volte labbra

dentro la mia abitudine a tacere.

Tratto da “Metafisiche a terra” di prossima pubblicazione.

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