all’alba

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(Luciana Riommi)

all’alba
mi rivoltavo verso il tuo cuscino
per vedere se aveva dormito
o un’altra notte insonne
chissà se sulle stelle o il pianerottolo
ma non sentivo l’acqua giù in cucina
dunque senz’altro non in casa.
Poi passavo una mano
a ricercare il vuoto dei capelli
per sentire se erano sudati
o la brezza
che conosce le strade e le fessure
era stata d’ aiuto
a superare tutto quel disagio
che un caldo oscuro spesso ingenerava
ma non capivo
e mi rivolsi a un attimo di stasi
che si aggirava lungo la penombra
che vagava la casa
rendendo trasparente il tuo mattino.
Non c’è modo di dire
non c’è forma
e non ci sono ginestre nel tuo vaso.
Non c’è neppure l’ombra di un respiro
e sospirando mi rivoltavo verso la parete
che non sa cosa dire.

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