Favola di Natale

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Anima della sera sorreggimi
che scivolo nel sonno e non ricordo
l’anatomia del mare
la levità imbiancata dell’inverno
le folgori e la luna
che si diffonde in mille svolgimenti
che non so riconoscere.
Sorreggimi
e lascia ricadere il tuo mantello
che mi avvolga
e mi confermi d’essere tuo figlio
e la visione
spandimi
che mi manca la forza di gestire
l’anima personale
e la madonna del mio lume incerto
s’è incamminata verso casa mia
e ha lasciato ill suo luogo nella chiesa
vuoto di me
di lei
del nostro stare
in un patto accudito dall’incerto
e quando arriverà dovrò parlare
spiegarmi – capisci – dovrò dire
e ricondurla nel suo allineamento
con tutto ciò che sfugge.
Fuggirà
e mi sento già solo.

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