poche questioni d’infima influenza

hopper-finestra

Dunque dicevo: notte.
Mastodontiche eclissi
aggiornamenti
diversamente inabile capire
tra profumi di luna dimezzata
e condizioni come di passare
da un proposito all’altro
e dispiaciuto:
ma non sarebbe il caso di partire?
Disposizioni d’animo
insensate
coinvolgono palpiti e sussurri
in pratica:
ti distendevi tiepida fugace
e breve come è breve brevità
ti tenevi distante:
non si potrebbe spegnere il rumore?
Ma l’universo sta dove la porta
sbatte continuamente
e cose d’arte
come sai distinguono
e lo stridio, mia cara, lo stridio
sembra suono di sega o violoncello
come vuoi che ti sposti nel domani
o peggio ieri
e dove, dunque, io
se tu divergi
che s’alza vento
e la notte dibatte
questioni non adatte alla mia quiete
e la finestra
– ti dicevo –
un vuoto.

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2 responses to “poche questioni d’infima influenza

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