Lettere a un ricordo

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Publio Cornelio Passero, la primavera giova alla montagna se con passi decisi saldi le zolle ai fiori.

Ti dicevo l’altra sera di passaggio (ricorderai, io spero) – e se il contrario, transeat. D’altra parte considera le lettere, le pergamene, i fori delle stelle, che la carta non può parafrasare, i Nubiani lungo il Nilo d’estate (una puzza terribile!), i flussi senza sete, le bugie, tanto per ripassare la lezione. Dunque ricorderai: ho scordato.

Passero Cornelio Publio o l’incontrario (si potrebbe anche dire Publio Passero o Cornelio, senza aggiungere altro). L’altra sera qualcuno sorseggiava le mele di passaggio. E zucchero di miele: zuccherato. Scendeva dalle stelle, dicono – ma a cosa giova questa confusione, propulsione, proliferazione, possessione, nuclearizzazione e quanto altro di nomi asserragliati, quando le ossa vagano e il solstizio viene una volta l’anno! – tanto peggio a Stonehange, dove si pretendeva che qualcuno facesse colazione all’intervallo, mentre urge la semina e salpare non significa pesci, ma questi barbari avevano strane usanze (usi costumi allitterazioni) di quelle con la lingua sempre appesa – dunque come seguire la carrozza se il cavallo la biada? Ma non sostare, Publio Passerotto, e spendi la stagione nei bordelli o per lo meno a Rimini, dove le donne – vuoi mettere = giocano a cavallina senza veli ed io che me li tolgo con la toga, generalmente svaso – tu mi dirai che cosa – i fiori, caro mio, i fiori. E che c’entra, ancora chiederai, ma ti scongiuro taci, che il mal di testa è sordido e nel cortile le galline fanno un baccano d’inferno.

Corneliuccio mio,

quando si salta l’ora valicante, si finisce in barile. Non uggiolare ai semi di lampone, alle begonie, ai saldi a fine anno, alle petunie, ai Druidi, ai somari, ma scrivi poesie, scrivi storielle, insomma scrivi quello che ti pare, ma ti prego: non uggiolare ai gatti, a meno tu non voglia vacillare attimi traballanti (coi gatti non è mai sicuro, come gli Egizi sanno) mentre in montagna: vacche. Vuoi mettere, Passerotto?

Dunque Cornelio uggiolo, lamentati! Cesare non ha fondo e il portafoglio latita come un otre a sera tarda – hai presente? Praticamente vuoto. No: neppure sgocciolante.

Uteri dozzinali l’altro giorno: supermercato all’angolo.

Dice lo vuoi? Tirare dritto. Rigorosamente.

Ma dicevo di Cesare: l’hanno ammazzato a marzo, per fortuna, e il prossimo si accomodi, mentre la primavera che declina lascia il posto all’estate e i suoi tormenti. Tormentami Publiuccio, almeno un poco. Ma non esagerare, che le sfere celesti stanno in alto e le ali ai messaggi. Scrivimi!

Ieri cornacchie al varco di frontiera. Di nessun interesse.

Alternativa: vento.

Quando puoi, suonami una passata.

La passacaglia sarà come passare? O una scaglia, un passero stonato, un Mi minore in Re, una autobus fermo, uno sgusciare (un uovo?). Quanto ai treni, ancora non li hanno inventati.

L’altra sera qualcuno si azzardava a traversare l’atrio verso il letto. Non ti dico la pargola di turno: urla ad oltranza. Davvero noioso. Per abbreviare: ioso.

Vabbè che quello tracotava alquanto. Poi esordisce… Inutile riferire: queste Ombre dicono sempre le stesse cose… l’Invitto, l’Invincibile… il Già Morto – dico io. Meglio saggiare l’anima dei vili oppure la criniera dei cavalli! Hai letto quell’Inglese? Avrebbe dato il Regno!

… come dicevo, la mia destinazione nelle Gallie, mi intristisce. Certo, sempre meglio che il fango di Bitinia, ma senz’altro avrei preferito un viaggetto per mare – diciamo Asia Minore – dove i reperti abbondano e quattro sassi valgono una fortuna. Quanto alle donne svendono le sottane per un sogno (si farebbero affari mica male…) e se porti loro quattro calze di filo ti fanno cose d’altra dimensione, che nemmeno tua nonna o altri ingombri si sarebbe permessa di insegnarti certe fantasie segrete – edipiche o pre? – insomma, quelle di prima della nascita o giù di lì; che quando nasci dopo è troppo tardi e se ti azzardi: tre anni di galere.

Mai stato, Passerotto? Prova, prova…

Ah, la vita, la vita… che ci soggiorni a fare?

(Pubblicata in Antologia La Recherche n. IV)

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