Marina Cvetaeva, da Le notti fiorentine

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firenze-4

(foto tratta dal web)

Il mio totale oblio e il mio assoluto disconoscimento di oggi non sono altro che la tua presenza assoluta e il mio assorbimento totale di ieri.
Quanto eri – tanto oggi non sei più.
L’assoluta presenza a rovescio.
L’assoluto non può essere che assoluto. Una tale presenza può divenire soltanto una tale assenza.
Tutto – ieri, nulla – oggi.
Il mio totale oblio e il mio assoluto disconoscimento non sono che l’eco (rafforzata!) del vostro oblio e del vostro disconoscimento – che voi mi riconosciate per la strada o meno, che voi chiediate o meno mie notizie.
Se voi non mi dimenticate come io vi dimentico è perché non mi avete mai subìta come io vi subivo.
Se non mi dimenticate assolutamente, è perché non c’è nulla di assoluto in voi, neppure l’indifferenza.
Io ho finito col non riconoscervi, voi non avete mai cominciato a conoscermi.

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