una notte di piena

cieo 4

Non me ne vado prima di domani
e la notte è serena;
dunque si può parlare.
Vento restava quieto tra i cespugli
e l’orizzonte
una constatazione d’infinito
se non fosse per gli alberi addolciti
da piegature lievi
come un assenso tacito
o un dissenso
da non comunicare.
Stavano, come sai, molte stagioni
alla fonda delle spalle che non vedo
ma so che sei presente
dove le stelle non sanno restare
e le parole un quieto
inutile
velato
sussurrare.
Domani è una visione incoraggiante
che più nulla è sicuro
e per questo potremo soddisfare
l’insoluto
immaginato sempre
privo di inquisizioni
di già compiute pagine
letture
che la notte consiglia
al solo fine di dimenticare.
Non ho voce né odore
non ho piega
e se le mani avessero visioni
non avrei condizioni a presentare
al giorno che ritarda
dunque posso
instabilmente
legarmi al tuo qualcosa che non c’è
come se fosse mare la mia terra
e la tua notte un solco
da serrare.
Partiremo da soli
come se questa vita appartenesse
a un concavo svasato
scivolante
e se ritroveremo
se soltanto
spero
una notte di piena.

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