tagli sulla tela

unnamed

Impassibile

l’espressione

e diluita

la tua incostante traccia

s’alzava intanto un vento disatteso

senza una direzione della sabbia.

Pertanto

si poteva benissimo pensare

di non pensare affatto

cosa cui prontamente m’inducevo

liberando il tuo campo alle visioni

e il mio distante aspetto

a soluzioni improvvide

tanto che i lineamenti

cui volentieri indulgo la mattina

discutevano casi non risolti

di un aspetto impreciso

simile a un volo almeno involontario

con stridore di rondini

benché fosse finita primavera

e l’estate

un appannaggio autistico

per turisti svasati e controvoglia

che devono distare la distanza

per obbligo di fonte non chiarita

e tagli sulla tela

a smarrimento

mentre le api

un turbinare

lungo i covoni e gli alberi di fico

dove tu sorridevi

gambe in aria

e la mia testa in grembo

fino a quando la luna.

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