come le feste e i giorni

renoir 3

Quindi si siede a tavola, arcuando
il fianco ed il vestito verso il mio
sguardo che non ha sete
e le parole
viaggiano
come le feste e i giorni
da una sera ad un’altra, una smentita
di quello che succede – risa intorno –
e i bicchieri una svista
ma i divani
accavallando mostrano le cosce
che il vestito ripiega troppo tardi
e si parlava come si parlasse
anima, mondo, cose, svogliatezze
– indulgere pertanto – mi domando
se non sarebbe il caso di smarrire
sera per sera: sere
mentre ti affacci ed io ti pongo accanto
la sigaretta, il fumo, il mio segreto
simile a qualche cosa che scompare
che distratto ti indico – tra luci –
ma le fessura e minima e le stelle
piccole
disattente
da lontano.

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