canto delle sirene

strada

intanto s’aggiornava

l’ultimo incontro breve

nella distonica diversa congiunzione

di capricorno e sogno

addominale

il mio canto slanciato

riempito di barlumi di coscienza

battesimale all’anima

servire

questa notte di luna

e tu

disgiunta voce

assiepata all’istante e alla lanterna

come una sfocatura t’allontani

o sono gli occhi

di me di te o forse di nessuno

a spargersi in un nuovo smarrimento

senza città

la nave

senza riva

questo tuo mare immenso

senza foce

il mio fluire verso un incantesimo

chiuso nella bisaccia di partire

e la meta

come un avviso

se almeno risuonasse una campana.

Notte:

cercare ancora.

Quindi angolare l’opposto retroverso

per completare spazi di lettura

stretti

ad infinito.

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