io la conoscevo bene (nuova versione)

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Poi ti chiedi d’impatto

senza troppa attenzione

come succede quando una sorpresa

ti afferra alle spalle

e forse neppure ti aspettavi

che ti rispondessi
e francamente

non credevo
potesse capitare di pensarti.
Il fatto è che questa superficie
gira come la terra
e sembra conclusiva
mentre è soltanto involucro
o per lo meno ciò che sembra tale

se potessi definire l’apparenza

ma non sono sicuro.
Io la conoscevo bene
e con lei tanti altri.
Conoscevo i suoi occhi
la vocazione di scompaginare
il rimmel

la toilette

la confusione.

Conoscevo gli sbalzi

quando indossava i miei stivali

e i suoi che non potevo mettere

perché non mi entravano.
Conoscevo gli istanti d’abbandono

_ ma era davvero così _
o non eri tu che non corrispondevi
e inevitabilmente

ero costretto a farti scomparire

per rifarti di nuovo

e forse
non ti conoscevo affatto

ma mi fa piacere pensare il contrario

se non altro per rassicurarmi un po’.
E adesso siamo qui
– io, non saprei –
tu chissà dove
in una atmosfera di astensione
che vagamente mi somiglia a Dio
o a uno di quei tempi in cui si entra
senza averne coscienza
che è l’unica cosa che mi sembra di sapere

tanto per fare un’affermazione qualsiasi.

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