John Ashbery

soleil d'hiver

Ora sarebbe inverno, con i suoi palazzi
di zucchero filato e pieghe di preoccupazione
alla bocca e su fronte e guance macchie
del colore una volta noto come “rosacenere”.
Quanti serpenti e lucertole cambiano pelle
perché possa spendersi il tempo, come adesso,
affondando ancor di più nella sabbia, come una ferita
prima della fine. Funzionava tutto così bene e ora,
beh, quasi si disfa in mano,
un cambiamento si annuncia, lacerante
come un amo in gola, e le lacrime
sono scorse decorative
oltre noi in un lavandino chiamato infinito.

John Ashbery
Tratta da “Notes from the air”, New York, 2007

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