scorci di un ottobre romano

Lyonel_Feininger_Greifenberg_Stadtmauer[1]

Quindi abbassavi le ciglia
(le palpebre seguivano quasi per moto proprio)
e io che incanalavo il tuo respiro
ne seguivo il passaggio
da una giornata all’altra
mentre le braccia restavano divise
quasi incapaci di scandire il tempo
con movimenti poco ragionati.
Questo mi sembrava appropriato.
Forse scorci
di un ottobre romano
consentivano al senso di apparire
a tratti luce tipo spazio-tempo
(sarebbe a dire terribilmente incerto).
Ti lavavo le mani.
M
i seguivi
con una certa rassegnazione nello sguardo
(i piedi non ne erano capaci
camminavano e basta)
mentre trattengo quando si fa sera:
un momento incedibile.


3 responses to “scorci di un ottobre romano

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