Dove passano i giorni

Ora quest’uomo è sceso per la strada
ma non c’era bisogno di sollievo.
Distante l’orizzonte
aria di sole stava in mezzo ai campi
mentre tutto aspettava e qualche corvo
saliva e discendeva gli steccati
spighe
come funi di vento
mentre la luce frastagliava il mondo
a terra con i fiori.
Mi chiedevi se mi fossi ricordato
di salutare le pareti bianche, il letto, il tuo cuscino
le memorie rinchiuse nelle cose, le foto, le tue rughe, il passo lento
e le calligrafie dei tempi vecchi
quando tutto tremava, mi tremava la mano e le carezze
quando la notte
invano.
La terra poi girava mezza luna quando una faccia del pianeta dorme
e l’altra
mostra un volto accaldato
che detergeva il tempo fino a sera, la sera dopo e un’altra,
fino a sera.
Molti significati andati a male
quando restano i fatti
c’era aria di tempi accumulati di cui mancava ogni trascrizione
distante il tuo lontano, la mia mano.


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