Del (non) futuro prossimo venturo

Pubblico qui un’appendice appena scritta per il mio articolo “Il potere dell’irrealtà” in uscita sul numero di dicembre della Rivista Fermenti.

Del (non) futuro prossimo venturo

Quello che sta accadendo è allucinante, ma continuare a parlarne è inutile. Ormai l’immagine del paese assume contorni sempre più chiari e, per quanto qualcuno possa provarne indignazione, dirlo lo abbiamo detto, bocche ne abbiamo storte, rabbia ne abbiamo accumulata e tutto questo semplicemente per nulla.
Parlano solo gli ultimi fatti e la risposta ad essi da parte della maggioranza della popolazione. Denunciarli non serve. Di Maio salverà quel poco di faccia che gli resta con l’attuazione di un pasticcio aberrante definito “reddito di cittadinanza” che non è, non potrà essere e non sarà altro che un aggravio di debito per il paese senza accontentare praticamente nessuno.
Quel che resta del PD continuerà a decomporsi più o meno in silenzio fino al punto in cui sentiremo il tanfo di cadavere spargersi per tutto il paese fino all’evaporazione totale nella nostra povera atmosfera già sufficientemente inquinata. Altrettanto farà il resto della così detta “sinistra”.
Forza Italia è già defunta e sepolta in una tomba con colorazioni patetico/grottesche e Fratelli d’Italia continuerà a sbavare più o meno velatamente intorno alla Lega senza esserne minimamente calcolata. E’ del tutto chiaro che Salvini punta a governare da solo e non ammette intralci di alcun genere (per intralci, leggi posizioni anche minimamente diverse dalla sua). Ci porterà fuori dall’Europa, ci relegherà a margine di un’Unione che sarà sempre più ristretta, ma si accorgerà che neppure i fascisti emergenti dall’Austria all’est vorranno avere a che fare con lui. Questo gli permetterà di indicare “nemici” e gli sarà utile per rafforzare il proprio potere. Saremo soli ed emarginati e, forse, persino divisi in un nord benestante e un sud zavorra indesiderata da eliminare in qualche modo. Ci chiameremo Padania?
Nel tempo, tutto cade e decade, ma il passaggio da culla della civiltà a fogna è duro da mandar giù. Per questo paese non vedo alcun futuro.

 


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