Luciana Riommi su “Euridice non abita più qui”

 

 

«Euridice non abita più qui», ossia la condizione necessaria per praticare una sana resistenza e assicurarsi ancora l’esistenza dell’arte come figlia del silenzio, della notte, dell’assenza, e soprattutto della tensione irrisolvibile tra i contrasti che ci fanno umani. L’esistenza dell’arte è messa oggi fortemente in pericolo da una cultura (mercantile) del “godimento” (Lacan), che è solo (in)cultura dell’inconscio, dell’istinto, di una ciclica coazione a “emozionarsi”, all’unico scopo di raggiungere e possedere (magari acquistandolo al mercato) l’oggetto del “desiderio”, che spesso, troppo spesso, è solo la ricerca narcisistica di consenso e di successo.
L’oggetto del desiderio (Euridice) “deve” scomparire perché non scompaia la tensione creativa che contrappone la parola al silenzio, il vuoto al pieno, l’infinito al limite irrinunciabile: nella ricerca di un senso possibile (ancora sconosciuto) e di una sua espressione (sempre insatura) contro l’insignificanza del già detto e del già consumato.

http://www.ebook-larecherche.it/ebook.asp?Id=237&fbclid=IwAR2Al0SKjJUkaA8M_vFXnAIsTvXzxbe3mTTxn3mwLGYRfjlWNGCPPWBCCjs

 

 


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