In una sera persa verso est

(Chagall)

Sembra difficile accettare 
ma non lo è affatto (mi dicevi)
mentre qualcosa trascurava il resto
perché non c'era nulla da accettare.
Rifiutare? (chiedevo) 
con un sorriso poco soddisfatto
ma ti faceva ridere
l'inciampo 
di nuvole gettate alla rinfusa
tra una finestra e l'altra
mentre questa mattina si cercava
come fanno gli invalidi
e questo doveva pur significare 
quando non c'è un discorso che sostenga.
Si potrebbe ad esempio andare a piedi
ed evitare 
il rimbalzo tra i piani
cui ci condanna il solito ascensore
a piedi, si potrebbe, forse: andare
ed osservare dalle vetrate grandi
i paesi vicini
senza ascoltare grida
che se non pesti l'erba resta muta.
Quando si arriva insisto – non è facile –
ma non avevi voglia di parlare
e ti guardavi intorno per un senso
latitante
in una sera persa verso est
dove le cose scivolano il ghiaccio
e le cupole di un tempo rarefatto
che si scorda di esistere
perché la notte è lunga
in attesa che qualcuno mi risolva.

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