Alla mia estraneità

(immagine di Luciana Riommi)


Tu mi riservi sempre imprecisioni
emendamenti fasci di domande
ed ostinata bussi
alla mia estraneità
come una spina piccola
un’assenza invisibile vissuta
nel tuo sostare impavida
al margine di un’illusione
che diluita aspiro.
Non so di te
dei nostri disavanzi
ma forse la visione del tuo luogo
diventa un’astensione che compensa
la nudità di esistere
in una incomprensione cui rimando
le proposte azzardate che mi accenni
d’attesa
e sfinimento
nel trasporto dei giorni.

(Tratta da "Antologia Fermenti N. 11", Roma, 2017)

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