Del non trascorrere del tempo

L’uomo “dovrà cioè scegliere se decidersi a sviluppare le sue più profonde qualità umane o arrendersi a quelle forze, oggi quasi automatiche, che egli stesso ha messo in movimento e cedere il posto al suo alter-ego disumanizzato” (Mumford, L., “La città nella storia”, Bompiani, 1961, p. 14).

Questa frase, che Mumford ha scritto nel lontano 1961 riferendosi a problemi di carattere urbanistico, mi sembra di una straordinaria attualità se applicata a tutte – e intendo dire TUTTE – le problematiche del nostro tempo, dal dominio della tecnologia alla mancanza di senso etico, dal clima alla politica, dalla disorganizzazione mentale a quella sociale, senza bisogno di specificare troppo, cosa che d’altronde, sarebbe fin troppo semplice se solo si gettasse uno sguardo intorno alla nostra disgraziatissima realtà.


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