Archivio dell'autore: giovanni baldaccini

Da un’estate in un’altra

(Klee)

Si presentava argenteo
forse per il pallore delle nubi.
Comunque tramontante
tendente senza dubbio alla scomparsa.
Da un’estate in un’altra
l’acqua sembrava un filtro galleggiante
densa di sfumature e trasparenze
come il corpo assonnato di una donna
quando l'anima si riserva di morire.
Più tardi
salvare le apparenze di una vita.

L’attesa

(Brassai)

Alla fine ce ne siamo andati tutti
e abbiamo lasciato che cadesse
quello che doveva cadere (nessuna voce si è sporta).
I cappotti sapevano di caldo 
ma le mani erano fredde (intendo dire che intorno si gelava)
e forse è per questo che non ci siamo salutati abbastanza.
Tuttavia era previsto
che le luci si spegnessero all’improvviso
come se non ci fosse stato nulla 
e dunque non potevo
intercettare a tratti
il tuo viso stanchissimo
mentre il mio 
si rigirava nelle tasche con le idee
nell'incertezza di trattenersi ancora
sotto il fuoco incrociato delle stelle.
Poi mi giravo a chiederti
se si sapesse almeno che ora fosse.
Aspettavamo tutti una risposta.



Un gesto di sera

(
(Klee)

E quando ti domandi dove sono
e se davvero sono
che sia mattina o altro
o che sia tardi
che presto non può essere che stato
ti giri dove vedi il non più visto
e stanco come quando ci si chiede
tutto quello che è stato
non resta che raccogliere le mani
in un gesto di sera.

Senza saperlo fare

(Kline)


Ti ho pensato rileggendo una mia bozza
dove parlo di te 
senza saperlo fare
e ti ho pensato senza poter dire
di averlo fatto senza averlo fatto
perché non si può dire un altro vuoto
che non riesco neppure a immaginare
altro che come senso di mancanza
e la mancanza è un fondo inabissato
dove tutto si svuota mentre scuote
e toglie la speranza
se non di passeggiare coi fantasmi
o di rendersi tale
più o meno nei tuoi pressi
sotto casa
la mia, la tua, la nostra, la distanza.


A qualcuno di me

(Guttuso)

Dopo che sei andato
non mi resta che prendermi cura
di questo scarso poco
un disorientamento
definito infinito
nel senso di incompiuto
delle cose che so
del vuoto che mi resta
quando la sera mi consegno al tuo
restare in sospensione
tra gli universi che noi definiamo
assenza 
e senso di presenza
sapendo di commettere un errore
nel relativo della precisione
e mi chiedo di noi
se sapevamo
l’ignoto del non essere presenti
e ti sostengo mentre me ne vado
e tu
che hai avuto solo la finzione
di tentare di essere
mi guardi ancora in questa circostanza
e talvolta mi chiedi
a cosa serve l'uso di parole.

Incubo ad aria condizionata

Questo mondo in costruzione mi riempie di orrore.L’ho visto germinare; posso leggerlo come un libro stampato.Non è un mondo in cui voglia vivere. E’ un mondo adatto ai monomaniaci ossessionati dall’idea del progresso, ma di un falso progresso, un progresso che puzza.E’ un mondo ingombro di oggetti inutili che uomini e donne, per farsi sfruttare e avvilire, imparano a considerare utili.Per il sognatore i cui sogni non hanno un’utilità pratica non c’è posto in questo mondo.Qualsiasi cosa non si presti a essere acquistata e venduta, nel regno delle cose, delle idee, dei principi, dei sogni o delle speranze, è interdetta.In questo mondo il poeta è un anatema, il pensatore è uno sciocco, l’artista un evasore, il profeta un criminale.

h miller incubo ad aria condizionata, Einaudi, 1962


Oltre l’acqua che dorme

Genova si presentava come un faro
frammentato di luci.
Sapevamo di paesi oltre la costa
arrampicati al suolo dove sale
ma non li sapevamo immaginare
oltre l’acqua che dorme
e il sonno di compagni ormai perduti
acqua di mare, acqua che non tocchi
mai la stessa nell’onda.
Si presentava faro Genova che nuoti
frammentata di luci
nei riflessi bagnati delle stelle
che ingoi col respiro quando manca
poco ancora da dire
anima 
che ti ravvedi
nello sconcerto fondo del morire.




Testimonianze 2: Roma sparita

Acquarelli e foto di Ettore Roesler Franz – Museo di Roma In Trastevere

ITALY – CIRCA 2002: The Courtyard in Anguillara Palace in Rome, from the series Disappeared Rome, by Ettore Roesler Franz (1845-1907), 1886, Italy 19th Century. Watercolour. (Photo by DeAgostini/Getty Images)

Testimonianze: Roma sparita

Gli acquarelli di Ettore Roesler Franz – Museo di Roma in Trastevere


Stravinsky – sinfonia dei salmi – Boulez


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