Archivi categoria: poesia

Paul Celan: Lontananze

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con lo sguardo nello sguardo, nel freddo
lasciaci fare questo ancora:
respirando
tessere insieme il velo
che ci nasconde l’uno all’altra,
quando la sera s’appresta a stimare
quanto ancora è lontana,
da ogni figura che essa si dà,
ogni figura che a noi essa presta.

Celan, Crocetti ed. 2013

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lettera a nessuno

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Ho negato di aver scritto di te

perché non avevo tempo

o più semplicemente non avevo il tempo

perché il tempo non si può avere

come non si possono avere le corolle

che nascono di pomeriggio

perché niente nasce di pomeriggio

né posso avere quello che mi accade

perché è subito accaduto

e quello che accadrà lo scriviamo la sera

quando tutto è successo

e tu non ci sei.


I. Brodskij: Lettera a Orazio

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Infatti, che cos’è per un’anima la vita eterna a paragone di una seconda corporeità? Che cos’è per essa il Paradiso dopo la promessa pitagorica di un altro corpo? Solo disoccupazione, nient’altro.

(…)

Ma francamente qui c’è qualcosa di imperdonabile. E’ una caduta dell’immaginazione, e sono state cadute come questa ad aprire la strada al trionfo del monoteismo. L’uno, credo, è sempre più comprensibile dei molti, e dopo quella gigantesca infornata di dei ed eroi messa insieme tra la Grecia e Roma, era pressoché inevitabile che si facesse sentire questo desiderio di un qualche cosa che fosse più afferrabile, più coerente. In altre parole, mio caro Flacco, il tuo amico (Virgilio), nonostante tutti i suoi gesti maestosi, cercava semplicemente una sicurezza metafisica. E queste, temo, è una contraddizione in termini; la principale attrattiva del politeismo sta forse nel fatto che questa sicurezza non è affar suo. Ma immagino che il sito stesse diventando troppo popoloso per concedersi insicurezze di qualsiasi genere. Ecco perché il tuo amico scarica tutta la faccenda, la metafisica e il resto, sul suo adorato Cesare, in prima linea. Le guerre civili, direi, fanno miracoli per l’orientamento spirituale del cittadino.

(in “Dolore e ragione”, Adelphi, Milano, 1998)


diverse volte

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(immagine di jamie haien)

 

Ci siamo stati diverse volte
senza capire mai.
Perché ci siamo stati?
Eppure ci siamo passati ripetutamente
sud nord est
da ovest, anche, ripetutamente
e abbiamo piantato tende
dove la notte passa nella sabbia
e stelle come ore da contare.
Abbiamo contato diverse volte
le stelle il tempo l’angolo della sabbia
ma abbiamo sempre dimenticato
e oggi che vorremmo ritornare
qualcosa lo impedisce
senza farsi capire.


la nota

Spesso mi trovo a fronte
di un inutile ingombro di parole
che qualcuno definisce arte
altri sollecita
a volte spiegazioni
mentre chiudo la pagina.
Poi mi rivolgo verso il pianoforte
dove una nota è un mondo:
suona
e come deve
tace.


come se

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Quindi mi volgo dove sta la luna

come se fossi sera:

un effetto ordinario.


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