Archivi categoria: poesie

e-book – Euridice non abita più qui (la scomparsa dell’arte)

alla fine ce ne siamo andati tutti
e abbiamo lasciato che cadesse
quello che doveva cadere (nessuna mano si è sporta).
I cappotti sapevano di caldo (come era necessario)
ma le mani erano fredde (intendo dire che intorno si gelava)
e forse è per questo che non ci siamo salutati abbastanza.
Tuttavia era previsto
che le luci si spegnessero all’improvviso
come se non ci fosse nulla alle spalle
e che si scivolasse
e dunque non capisco quegli sguardi di scomposizione
che ci raggiungevano a tratti
(la mia faccia e la tua, bellissima)
ma una sera di vento scompiglia i capelli
e le idee si ficcano nelle tasche, misteriosamente.

(continua…)

 

copertina euridice

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Paul Celan: 2 poesie

COME vai morendo in me:

ancora nell’ultimo
esausto
groppo di respiro
stai dentro con una
scheggia di
vita.

I PAPPAGALLI GRIGI,
evasi
leggono la messa
nella tua bocca.

Tu senti piovere
e credi che anche stavolta
si tratti di Dio.


Paul Celan. Da “Parte di neve”

 

 

 

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L’ANNO INCOMINCIATO
col suo cantuccio marcio
di pane illusorio.

Bevi dalla mia bocca.


Luce coatta

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COME VAI morendo in me:

ancora nell’ultimo
esausto
groppo di respiro
stai dentro con una
scheggia di
vita.

Paul Celan


I. Brodskij: uno sguardo da fuori

Bust_of_a_child,_Paul_Klee,_1933

Quando, solo su un deserto altopiano, stai
sotto l’immensa cupola dell’Asia nel cui azzurro
di rado un angelo o un pilota diluiscono l’appretto;

quando sussulti al pensiero della tua pochezza,
ricorda: lo spazio, al quale, sembra, niente è necessario,
ha un bisogno estremo, tuttavia,
e di uno sguardo da fuori, di un criterio del vuoto.
E solo tu puoi servire a questo scopo.


Per chiudere l’anno: E. Hopper: l’attimo senza tempo

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Un breve articolo su E. Hopper e la sua pittura atemporale

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Hopper l’attimo senza tempo

 

 

 

 


vagamente la luna

Summer-Landscape-Aka-Woman-With-A-Parasol-In-A-Garden

Ah, Silvia,

s’avvicina la notte

e il mondo si riveste di mistero

mentre canti sostengono brandelli

poco oltre il mio qui:

lontana luce.

Se tu lasciassi se tu ti lasciassi

disporre come un ordine improvviso

senza troppi lamenti né sostanza

solleverei il tuo peplo alle ginocchia

ed una perla appena

lascerei scivolare i tuoi seni

per seguirne il percorso fino al ventre

indovinando il velo di sudore

che lucida la pelle sempre che

tu ti lasciassi ed io

fossi un acino d’uva

mentre il vento

m’aiuta a divagare verso dove

vagamente la luna.

Sai,

sognavo spesso di dimenticare.


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