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Bach – Menuhin – Ciaccona

Ora, questo universo, di cui ci siamo preclusi la visione, abbagliandoci di luci artificiali, a volte si propaga come musica, a dispetto dell’indecenza umana.

Da dove questa indecenza tragga la sua espressione d’ineffabile resta mistero fondo.

Tuttavia, è ben comprensibile come, un tempo, prima di diventare del tutto indecenti, gli uomini restassero stupiti e entrassero in uno stato di profondo perturbamento di fronte allo spettacolo dell’universo che si propagava di fronte ai loro occhi increduli, la notte, che lo stupore popolava di dei.

Oggi, ne rimane qualcuno, quando il divino suona.


Riflessione di una mattina qualsiasi

Riflessione di una mattina qualsiasi

La musica atonale ricerca un’altra forma di armonia. Essa non chiude il cerchio: sfuma. E ti presenta l’indeterminato.

Nell’indeterminato c’è il tuo niente. Che si sostanzia e pone una presenza che non c’è.

Una diluizione d’incertezza che ti spinge a cercare. Ascolti e ti domandi: dove? Mi trovo, ovviamente, e non sai dire.

Tuttavia ti interpelli dentro la forma di un linguaggio astruso che sembra non fluire verso aspettative secondo te possibili. Invece ti presenta l’impossibile; e pause; e silenzi; e soluzioni in apparenza inutili per un linguaggio ormai solo scontato. Dunque ti insegna: a ri-parlare.

Forse solo Webern, rifacendosi a Bach, sembra un’offerta stabile. Non è così. Webern ti sopravanza retrocedendo: cambia il tempo. Come Bach, spinge verso le stelle, ma è una galassia ingota: la luce devi mettercela tu. La luce è ascolto, domanda, comprensione.

Ci salveremo oggi?


Satie: Gnossienne n. 1


Vivaldi: concerto per piccolo in sol maggiore


Britten: suite for cello op. 72


Senza alcuna importanza

(immagine: Paul Klee)

Ti spedirò un pensiero insufficiente
senza alcuna importanza
come se ti parlassi all’improvviso
della coda sfrangiata di una volpe
quando disorientata sfiora un’erica
e a me viene l’impulso di volare.
Te lo darò domani mentre aspetto
un qualsiasi tram
tanto per dirmi di lasciare andare
qualcosa che mi sfiora
tipo la mia disabile incertezza
quando ero bambino
e mi venivano certe fantasie
dove ho abitato anni senza avere
una forma di casa.
Ma vengono 
e mi dicono guarda
noi siamo il tuo passato
e la fatica d’essere più vecchio
di un niente imprecisato.

Due parole su quello che non c’è

La poesia è un animale apatico, accovacciato dietro una finestra generalmente chiusa. Quando si apre, sfiora.

Essa divide il modo dove tratteggia un senso nella scomposizione del non senso.

Non fruibile, attende spazi di conversione dall’insensato al non significato tranne che in allusioni dove fronteggia la tua genealogia di notti improvvisate colme di rifrazioni del tuo buio dove inserisce un attimo, come la prima stella.

Generalmente afasica, appare come un suono: chiede tempo. Il tuo, in forma di scansione.

Se la assecondi, ti darà incertezza. Se la cerchi ti ignora.


Bollettino

A luglio le bollette del gas aumenteranno del 17%, quelle della luce del 27%, con conseguente prevedibile crescita dell’inflazione e dei prezzi di ogni genere di consumo. I prezzi dei generi alimentari aumenteranno anche per la crisi idrica ormai in atto e destinata ad aggravarsi con conseguenze su tutti i settori della vita. La mancanza d’acqua influirà anche sulla crisi energetica con facile previsione di ulteriore aumento delle bollette e dell’inflazione. Il Covid è più che mai tra noi, ma una classe politica prona all’imbecillità ne favorisce la circolazione.

Questa mattina la capitale ucraina è stata bombardata con 14 missili che hanno inflitto gravi danni in zone totalmente civili, in quella che mi sembra una chiara risposta russa al viaggio in pompa magna e al conferimento dello status di candidato per l’ingresso dell’Ucraina nella UE.

Avremo caldo, avremo freddo, avremo sete, avremo fame. Siamo decisamente in guerra.

A proposito: buon week end.


Itaca (più o meno)

(foto: Brassai)

Anticamente sono finito dentro un libro. Difficilissimo uscirne. Ricomincia sempre da capo.
Presagi d’immortalità?
A volte mi dilungo (capitoli preferiti). Leggera predilezione per Nausica.
(Gli occhi delle donne: l'anima dietro un vetro).
Tuttavia senza musica (nei simposi si mangia).
La sera si giocava a ramino. Si giocava la sera.
Stelle: talvolta abbacinanti.

Una vita che cambia

(jamie heiden)

Era stato improvviso, eppure dopo una preparazione
lenta come l’estate
dove tutto si ferma con il caldo
e cerchi il tuo rientro 
nella città viaggiante: 
questa noia. 
Dunque si preparava lentamente, come il cambio del tempo
quando a settembre credi sia finita e tutto possa ancora ritornare
cerchi 
i colori d’autunno
senza pensare al bianco d’ospedale 
nelle corse di sera.
Questa continuità delle stagioni alla fine ci inganna
convinti come siamo di riavere un passaggio che possa
rendere divergente il già vissuto 
ma questo
non lo avevamo ancora decifrato
come l’avvicinarsi e il già lontano 
di una vita che cambia
se in meglio o in peggio non ti saprei dire
cambia
come l’aria che passa nel respiro e consumata espelli.

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