diverse volte

17990904_1369388476474350_1134323171487897438_n

(immagine di jamie haien)

 

Ci siamo stati diverse volte
senza capire mai.
Perché ci siamo stati?
Eppure ci siamo passati ripetutamente
sud nord est
da ovest, anche, ripetutamente
e abbiamo piantato tende
dove la notte passa nella sabbia
e stelle come ore da contare.
Abbiamo contato diverse volte
le stelle il tempo l’angolo della sabbia
ma abbiamo sempre dimenticato
e oggi che vorremmo ritornare
qualcosa lo impedisce
senza farsi capire.

Annunci

la nota

Spesso mi trovo a fronte
di un inutile ingombro di parole
che qualcuno definisce arte
altri sollecita
a volte spiegazioni
mentre chiudo la pagina.
Poi mi rivolgo verso il pianoforte
dove una nota è un mondo:
suona
e come deve
tace.


pescatori di perle: una poesia di luciana riommi

leggere riflettere scrivere

18953304_1421348721278325_7027725009682923655_o immagine di Jamie Heiden

nel finale cercano tutti una promessa d’infinito

è dio? oltre l’insignificanza di morire

oltre il tempo insoddisfatto della storia

– ma perfino il nulla ha un attimo di luce

solo passando qui

View original post


comunicazione

Ho avuto notizia che un mio articolo su Arno Schmidt, pubblicato nell’ultimo numero della rivista “Fermenti”, è stato richiesto in Germania dalla Fondazione Arno Schmidt.

Mi informano che verrà inserito nella bibliografia ufficiale schmidtiana.

Vista la sconfinata ammirazione che ho sempre nutrito per il grande scrittore tedesco, per me si tratta di un grandissimo piacere.

 

cover profughi

 


come se

Marc-Chagall-art-the-crucified

Quindi mi volgo dove sta la luna

come se fossi sera:

un effetto ordinario.


Robert Lowell: Harriet

George Clausen La lettura alla luce della lampada ca. 1909 - Leeds City Museum UK

Mezz’anno, poi un anno e mezzo, poi
dieci e mezzo – il pathos dei mezz’anni della bambina
che ricompare ogni estate. Il suo Dio una lumaca di mare, Dio una regina
con quaranta servitori. Dio – non continuasti… le cose turbinano
nel morso della sega a catena di qualunque cosa inquadri
l’universo per nome e numero. Per la centesima volta
affettiamo la nebbia e giriamo intorno
al villaggio con i fanali abbassati,
come il primo filosofo Talete che credevo tutto fosse acqua,
e cadde in un pozzo… cercando di trovare la chiave
dell’auto… Non può esser qui, e quindi deve essere là
dietro la prossima curva della strada o banco
di nebbia – accecato dai nostri deboli raggi, un faccione,
bianco quadrante d’orologio, ancora amico della terra.

 


tra le fotografie

Christian Hetzel - Grey painting [1]

(immagine di C. Hetzel)

 

Dicono che oggi farà freddo

ma non sono preoccupato.

Dicono anche ci sia molta neve

verso il centro dell’est, sull’Appennino

e la piana

un tempo calda

sogni d’altre stagioni tempo addietro.

Dicono che la gente accenda il fuoco

si ripari, si copra, si travesta

ma non ho notizie certe.

Ho conosciuto molta gente morta

amici, parenti, attori, giornalisti

gente diretta ed indirettamente

come ti viene il tempo

ma è da molto che non faccio amicizie

e non conosco più la gente viva.

Vivo indietro

tanto che mi domando se la sera

quando cade il cadere della notte

qualcuno si ricordi d’altri morti

e di me, che mi ricordo loro

ma c’è silenzio oggi

c’è silenzio

tra le fotografie.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: