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attesa

Interior-1869-Edgar-Degas

Dopo ore di vento
il tuo disagio cade
come la mia contraddizione
tra sollevarti e sporgermi
oltre la notte che ci resta attorno
ma non ti vedo ad ora definita
sfuma
la contrazione del bisogno
ed il tuo viso forse s’allontana
luce
di stelle
copre.
Domani sarà giorno e tu indecisa
aprirai la finestra.
Ci chiederemo se
_ ci chiederemo _
ma nessuno dirà
e come senza volto
ci guarderemo altrove
che dove siamo non c’è carnagione
non c’è spirito
tempo
non c’è vela
ma non posso evitare di tenerti
le mani
e stringere
l’attesa.


lungo un giorno ed un altro

seurat 5

 


Quando verrai a fuggire

Clothes on the Grass 1883 by Georges Seurat 1859-1891

Quando verrai a fuggire

mi troverai con la valigia in mano

vuota

come i tuoi occhi.

Quindi ci scorderemo d’esserci scordati

e complici

cercheremo un istante

e le mie scarpe.

 

(Tratta da “Il posto delle piaghe lucenti” e-book La Recherche free download)

http://www.larecherche.it/librolibero_ebook.asp?Id=224#.WeHCdbRxtCg.facebook


al silenzio

the-pilgrims-at-emmaus

Netto di luce il fondo

la tua voce

l’ascolto stenta

notte

la mia croce.


certe volte un cuscino

images

Si andava come per naufragare

in attesa di un’onda.

La nebbia? Un abito stretto.

Poi si diceva altrove:

arrivederci.

E la sera ti vengono ricordi.

Sarebbe come a dire:

ancora adesso.

Quindi domani:

difficile deviare

se l’oltrepasso non concede inganni

da usare la mattina.

Certe volte un cuscino

è un albero da frutta

dove raccolgo sempre i tuoi capelli.


verso ancora (nuova versione)

a

Aspettami sotto casa

verso domani o ancora

e se il cielo è di pioggia

indossa

qualche nuvola sparsa

e una frase comprata a un carrettino

ma le domande

tirale sottovento

altrimenti gli odori copriranno

tutto il gusto d’amaro.

Non assicuro niente:

tu rimani

e l’ombrello appoggiato contro il muro

legaci fazzoletti

e vento

che lo gonfi di sera

come una spedizione di frontiera.

Mandami qualche cosa da scordare

un biglietto forato

una conchiglia

un fiore.

Io non lo so se vengo:

capirai.


respiro

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Un distico elegiaco nel mare

lascio alla tua sostanza inaspettata

e al mio distante appoggio

quando scrivo di te

e faccio onda

frammentata

da un’altra immensa

quando il mare si piega

e nulla

alla prossima forma

del tuo respiro al mio spaesamento

dove ti aspetto

e frango.


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