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le frasi che non hanno più una casa

Hopper, approaching-a-city 1946

Ora quel tuo profumo non è chiaro
quando s’alzava il vento
ma non è di questo che volevo parlarti.
Neppure il tuo profilo
e davvero non si riusciva a intravedere
un’altra linea da lasciare in giro
quando l’estate insiste ed ogni notte
ti propone diversa
impedendomi di raccogliere in un vaso
il rumore dei pini
le frasi che non hanno più una casa
e dio che dorme.
Tuttavia mi sembrava un vecchio istante
vecchio come la terra che contiene
gli istanti tutti
e i pensieri
di frattempo in frattempo.


attesa

Interior-1869-Edgar-Degas

Dopo ore di vento
il tuo disagio cade
come la mia contraddizione
tra sollevarti e sporgermi
oltre la notte che ci resta attorno
ma non ti vedo ad ora definita
sfuma
la contrazione del bisogno
ed il tuo viso forse s’allontana
luce
di stelle
copre.
Domani sarà giorno e tu indecisa
aprirai la finestra.
Ci chiederemo se
_ ci chiederemo _
ma nessuno dirà
e come senza volto
ci guarderemo altrove
che dove siamo non c’è carnagione
non c’è spirito
tempo
non c’è vela
ma non posso evitare di tenerti
le mani
e stringere
l’attesa.


lungo un giorno ed un altro

seurat 5

 


Quando verrai a fuggire

Clothes on the Grass 1883 by Georges Seurat 1859-1891

Quando verrai a fuggire

mi troverai con la valigia in mano

vuota

come i tuoi occhi.

Quindi ci scorderemo d’esserci scordati

e complici

cercheremo un istante

e le mie scarpe.

 

(Tratta da “Il posto delle piaghe lucenti” e-book La Recherche free download)

http://www.larecherche.it/librolibero_ebook.asp?Id=224#.WeHCdbRxtCg.facebook


al silenzio

the-pilgrims-at-emmaus

Netto di luce il fondo

la tua voce

l’ascolto stenta

notte

la mia croce.


certe volte un cuscino

images

Si andava come per naufragare

in attesa di un’onda.

La nebbia? Un abito stretto.

Poi si diceva altrove:

arrivederci.

E la sera ti vengono ricordi.

Sarebbe come a dire:

ancora adesso.

Quindi domani:

difficile deviare

se l’oltrepasso non concede inganni

da usare la mattina.

Certe volte un cuscino

è un albero da frutta

dove raccolgo sempre i tuoi capelli.


verso ancora (nuova versione)

a

Aspettami sotto casa

verso domani o ancora

e se il cielo è di pioggia

indossa

qualche nuvola sparsa

e una frase comprata a un carrettino

ma le domande

tirale sottovento

altrimenti gli odori copriranno

tutto il gusto d’amaro.

Non assicuro niente:

tu rimani

e l’ombrello appoggiato contro il muro

legaci fazzoletti

e vento

che lo gonfi di sera

come una spedizione di frontiera.

Mandami qualche cosa da scordare

un biglietto forato

una conchiglia

un fiore.

Io non lo so se vengo:

capirai.


respiro

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Un distico elegiaco nel mare

lascio alla tua sostanza inaspettata

e al mio distante appoggio

quando scrivo di te

e faccio onda

frammentata

da un’altra immensa

quando il mare si piega

e nulla

alla prossima forma

del tuo respiro al mio spaesamento

dove ti aspetto

e frango.


memorie di uno piccolo

degaswomen77

Ma ottobre si vestiva per cadere;

inverno i primi mesi.

Poi la giornata si sgualciva a sera;

e gli anni.

L’acqua calda si faceva col carbone.

Ultimo piano

prima porta

a sinistra.

C’era un teatro piccolo e un armadio;

qualche volta volare.

Altre, la sera, senza la tua mano:

si sperava in un sogno.

Mi faceva impazzire il mio seguirmi

per vedere se mi comportavo bene.

Quando si va non sai dove si viene.

Poi si dice l’attesa.


terza notte di ascolto

soleil d'hiver

Sarà senz’altro una stanza segreta

Dove la notte chiude le sue stelle

Quando è ora di andare

Ed è segreta l’orbita

Che l’universo compie intorno al nulla

Dove una madre tesse

Le tele quando è ora di sparire

Come è segreto il mio ravvedimento

Quando non ho ragione di restare.


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