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alla mia estraneità

kandinsky

Tu mi riservi sempre imprecisioni
emendamenti fasci di domande
ed ostinata bussi
alla mia estraneità
come una spina piccola
un’assenza invisibile vissuta
nel tuo sostare impavida
al margine di un’illusione
che diluita aspiro.
Non so di te
ma forse la visione del tuo luogo
diventa un’astensione che compensa
la nudità di esistere
in una incomprensione cui rimando
le proposte azzardate che mi accenni
e l’infinito privo di risposta
dove trasporti i giorni.


fondo

kline-sketch
kline

Spingimi verso dove non ancora
ed insoluto lasciami
all’alba
alla mia sera
alle formiche
alle ciliege piccole
ai cavi cui mi appendo
vela di vento
amore
e al tempo
che sovrasta la vita se lo penso
e lentamente cado
rimanere
se fossi o fossi stato
domani scriverei poche parole
fondo
di un’enorme domanda
e rimanenza.
 
 


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