Archivi tag: eterno

Primo recitativo a fondo d’anno

images 6

Vieni

non ci dovremmo ancora addormentare

la tua quiete risplende

e l’universo scende nella sera

mentre dicembre muore

e si prepara

un’altra notte lunga

ed il silenzio

di un’infinita immensa sospensione.

 

 

 


l’eroe dai mille volti

1a

Anche oggi pioveva mentre piove
e la mia disponibilità scorre sui vetri
in un indisponibile passaggio
che se tocco mi bagno.
Ma se fossi finestra darei ospizio
a certe indefinite infiltrazioni
un alterno insicuro
se ristagno.

Ho costruito una città dolente
dove non voglio vivere:
sto, dove soggiace stare.
Se fossi un architrave senza legno
m’imbarcherei su navi senza porti
ma sono carta e a volte sono vento
che mi sfilo i capelli e le parole
mi sfilo l’asma
l’alba
la disdetta
e il tempo che ho venduto per campare.

Inseguo
nelle ultime ore.

E nella notte quando le falene
ardono le scintille senza sole
nella voce che muore
nel silenzio
io sono un infinito smarrimento.
Senza terra.
E neppure
dolente
ma una stella.


senza altrimenti

Amo la solitudine del tuo pensiero
la tua diversa fonte
il tuo sostare
in un credo capace di smentire
amo di te l’essenza
le tue nuvole a getto
che trasportano il mondo
lungo passaggi di definizione
e la dissomiglianza
dall’esistenza inabile
senza connotazione di frontiera
mentre ti affermi stabile
nella mutevolezza che conferma
l’enorme vastità del tuo dissenso
come un’inesistenza nella vita
la sostanza
nel sonno che sorveglio
mentre ascolto il respiro
che si muta in linguaggio
per avvertirmi della tua esistenza
che conferma la mia
senza altrimenti.

 

Io trent'anni fa


solo ascolto

a volte sotto
o a fianco, non ricordo
e forse non dovrei dimenticare
se era
o qualcosa di simile
a un desiderio anonimo
di quelli che poi il vento
che si diverte a tessere stranezze
filamenti
altre ragioni
spesso fuori mondo
che solo chi lo lascia se ne accorge
ed io che ci cammino scosto il tempo
ma l’eterno sfinisce
e l’ora sfuma
in un ammasso immenso d’incoscienza.


come un urlo di mare

 

va bene
ci possiamo fermare
presso un angolo solo
una finestra
un limite
e inavvertitamente sospirare
tra gli alberi in silenzio
come un’assenza pallida
verso una spiaggia nuvola
per rintracciare voci
disposte nelle favole del tempo
ed i suoi lineamenti senza sosta
ascolta
per lenire l’usura
dove il presente passa
e irrimediabilmente deviare
ah questa arsura e i templi sulla costa
dove la luna intreccia con i raggi
linee di tempo e il mio che non è tale
sale
la mia notte e scompare
e inavvertitamente mi disperdo
sorgo
come un’onda solare
e passa questa vita che risorge
come se urlasse il mare


da memorie immaginarie: per passare la notte

images 6

fugace e trapassante come un lampo
ed insolvente
senza affrescare troppo le pareti
mi sgualcisci la pelle
che non è mia la lingua e in alto mare
il fondo tocca stelle
se la scia mi perseguita
di luna
– nuotano le farfalle –
sollevando la terra
dove in Arabia le donne sanno storie
per passare la notte
ma tu non hai fattezze non hai nome
né ombre sul cuscino
spandi
la tristezza d’amore
la vacuità
l’assenza
che mi travasa senza trapassare
e distende la sera
la miseria
l’aspra natura
l’orgia
la visione
tu mi divori ed io che sono carne
latito
un eterno perduto.


il postino d’inverno

 
 

Senza corsa di tempo
i libri delle anime
ma il postino d’inverno
difficilmente scansa
margini infrequentabili d’assenza
e recapiti incerti
di provenienza e addio
dove senza volere
qualche volta scambiamo intuizioni
il resto evanescenza
e la tua firma
come un consulto bianco
tu mi piantavi un chiodo nella sera
e un conflitto d’eterno.

 
 


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: