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lontananze

A tutto ciò che mi è lontano

 

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Ma c’è ancora qualcuno

clausen 2

C’è ancora qualcuno che viene a leggere le mie cose

senza alcuna ragione

mentre l’onda s’abbassa e s’allontana

un moto indietro che mi chiude il petto

scarso

come il respiro.

 

Me ne accorgo la mattina

e non posso fare a meno di pensare

che forse sarà mia madre dall’eterno

o qualcosa di simile

dato che da queste parti

il silenzio intontisce fino a sera

quando ti piego sotto le lenzuola

ti carezzo i capelli

il sudore che inevitabilmente cola

sposto il mondo

e aspetto

che tu dorma nella mia mano

e un sogno ti soccorra.


Da lontano, se posso

renoir 1

Ora sarebbe fresco
ma non sono sicuro di ricordare
e la notte una cosa senza ali
se mi trovassi altrove
ad inseguire cigni
che sanno dove andare
se inseguissi
e magari l’ho anche fatto
ma questo lontano è lontano
e le tracce
un fumo di parole
se almeno ci fossero le stelle
contro cui si stagliasse
amore mio
questo cielo ingrigito
questa sera
e il crepuscolo di un dio senza parola
d’altronde con le stelle non è diverso.


Da lontano una vita

Chagall-Il-Violinista-1913

La vita poteva essere diversa, Maria:
un’altra vita.
Si poteva ad esempio vivere nelle Grottesche
e sottosuolo spingere
la luce alle finestre:
sormontare.
Si poteva variare: astri, destini, innominata fonte;
al fosso delle Madri scivolare
altri canali
e fango addolorato risalire
dove inventavo spiagge
di cui conto i granelli, invano sempre,
perché mi piace il vento.
Vento allora. E tra cavalli a dondolo svelare
le orecchie delle donne tra i capelli
e baci a lingua lunga verso il collo
nascondimenti antichi
vesti d’anima
sera.
Dunque sera. Dove sferrare mondi a dismisura,
che di questo ho già fatto colazione
e non respiro.
E se potessi allora respirare
dovrei dire a qualcuno di non farlo:
non costringermi solo a immaginare.
Avremmo scritto.
Tu l’hai capito, cara:
io la vita la scrivo.
Da lontano.


suggestioni

matisse-6

un sogno da lontano
e quali
desideri scaduti
con questa pioggia
scrivimi
mentre traccio ritratti sopra il vetro
nel mio verso contrario


ultima divisione immaginale

Gabriel Pacheco 1973 - Mexican Surrealist  Visionary painter - Tutt'Art@ (37)

 

tu parli senza dire
né la voce
e ti figuro come da lontano
tanto che poi mi chiedo se non sei
un desiderio morto
ma ti desidero
e questo mi smentisce
e se potessi salirei su un treno
che non sa dove andare
certo che giungerebbe ad una meta
perché credo
tu sia un posto vicino
una specie di ovunque alluvionale
un riferirsi al non riferimento
di un debordante me
che rende il tuo daltronde sempre uguale
al mio confino
che non ho mani a tingere la notte
e non coloro l’alba
né possiedo il destino.


uno sguardo dal ponte

1_compleanno

Chagall, Marc (1887-1985): Birthday, 1915. New York, Museum of Modern Art (MoMA) Oil on cardboard, 31 3/4 x 39 1/4 (80.6 x 99.7 cm). Acquired through the Lillie P. Bliss Bequest. 275.1949*** Permission for usage must be provided in writing from Scala. May have restrictions – please contact Scala for details. ***

amami almeno un po’come se un soffio

ti procurasse un brivido improvviso

o un avvenimento sorprendesse

i tuoi capelli

i seni

le magnolie

tra le gocce di questa distrazione

ed un profumo

ti dicesse di volgerti nel fiato

verso un fiato vicino

ed una notte come un preavviso

ti avvertisse di me che non ho sonno

e percorro i tuoi incroci

interruzioni

amo le tue illusioni e i disavanzi

che la tua vita vela

mentre la mia soltanto si allontana

e non posso che amare una distanza

da un indugio incavato verso il tuo

nella tensione stabile

che dal ponte tra il mondo e la mancanza

io fisso su di te

dentro lo sguardo.


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