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la cosa piccola

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Tu sei una cosa piccola

infinita

e come tutte le cose piccole del creato

sei un istante e un rimpianto

di un mio diverso dire

il mio disagio

di non sapere oltre la tua forma

che pure è solamente un’apparenza

che non posso raccogliere

perché sei troppo grande

quando io sono assenza

e mi cerchi le mani.

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piccole variazioni senza vento

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(immagine di luciana riommi)

 

Quindi si passeggiava con le foglie

tra disimpegni grafici di strada

voci lunghe

dalle finestre alte

e sogni di selciato.

Tu diramavi pagine strappate

certamente sequoia in altra vita

quando la via è di sera

e il mio frugare

sembrava un volo sceso senza vento.

Tu mi dicevi “stupido!”

strisciante

come dentro una vena ti seguivo

nel verso del tuo corpo

ed approssimazioni _ si frusciava _

come se avessi ancora le tue gambe

una notte i tuoi fianchi

un improvviso

senso di variazione mi avvolgeva

d’oltremare la sera

ma lontana.


sull’inutilità di una riflessione trasandata

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Probabilmente mi sono perso il tempo
dato che non riesco a immaginarlo
ed il pianeta
non ha nessuna presa
sulla mia tentazione di meravigliarmi
quando nessuno si meraviglia
ma gli uccelli volano lo stesso
il vento fugge
e l’acqua quando cade fa rumore
come le mie scarpe
che non compro da anni
ma il tempo non si può meravigliare
se mi siedo.


Ma c’è ancora qualcuno

clausen 2

C’è ancora qualcuno che viene a leggere le mie cose

senza alcuna ragione

mentre l’onda s’abbassa e s’allontana

un moto indietro che mi chiude il petto

scarso

come il respiro.

 

Me ne accorgo la mattina

e non posso fare a meno di pensare

che forse sarà mia madre dall’eterno

o qualcosa di simile

dato che da queste parti

il silenzio intontisce fino a sera

quando ti piego sotto le lenzuola

ti carezzo i capelli

il sudore che inevitabilmente cola

sposto il mondo

e aspetto

che tu dorma nella mia mano

e un sogno ti soccorra.


le ombre lunghe

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E l’acqua fruscia

immobile

distesa

senza tremare se le sfioro il viso

e l’anima la terra.

Ci scriviamo la sera

la mia costernazione

che mi circonda

ovunque

senza stella.


il grande niente

matisse 6

Una sera magari ci vediamo
per un aperitivo
un ombrello
un fiore a secco
una fotografia senza pazienza
scambiandoci due idee
una per uno
una polvere
un’orma
fuggitiva
o avrei inseguito un lascito di odore
che ci avrebbe poi fatto rintracciare
il tuo sorriso e il mio
– ti avrei detto una volta –


verso ancora (nuova versione)

a

Aspettami sotto casa

verso domani o ancora

e se il cielo è di pioggia

indossa

qualche nuvola sparsa

e una frase comprata a un carrettino

ma le domande

tirale sottovento

altrimenti gli odori copriranno

tutto il gusto d’amaro.

Non assicuro niente:

tu rimani

e l’ombrello appoggiato contro il muro

legaci fazzoletti

e vento

che lo gonfi di sera

come una spedizione di frontiera.

Mandami qualche cosa da scordare

un biglietto forato

una conchiglia

un fiore.

Io non lo so se vengo:

capirai.


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