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dal tramonto ad oriente

donna

E

E quando è tempo sali

le mani che ti porgo

la garza

la ferita

questa terra

dal tramonto ad oriente

e i poli

l’equatore

il sogno basso

che qui chiamano storia

perché le mani

_ quelle potevi tirarle a te _

il volto ancora no

mentre la notte spande

le tue generazioni e i miei sospetti

lungo un amore o Dio.

(immagine di jamie heiden)

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case d’aria

de pisis 3

Abito case sopra questa terra

di fango, di mattoni, di lussuria

abito vento

abito occasioni

che il tempo mi concede e poi cancella

abito case d’aria e sembra terra

abito terra

quando sono morto

e quando dormo

dormo

e ignoro dove.


Alexanderplatz

Berlin, Ruinen und zerstörte Autos

Ora, secondo me,

le cose non sono mai come appaiono;

anche se mi trovo a Berlino

non credo sia vero.

Né credo di affacciarmi

da una finestra di Alexanderplatz

e di non vederti in tutta quell’assenza

dato che ti vedo

assente.

E il panico in cui viaggi

che non esiste ma c’è

di cui sento la puzza di petrolio,

la nafta,

lo sfrigolio che lacera le strade

le urla

così come ti vedo non vedente

sgretolare i palazzi

farli nulla

e la gente che cerca le macerie

per vedere di recuperare qualche cosa

tra i resti delle proprie anime

ma non trova altro che te

e per quanto ti frughi

non riesce a rintracciare altro.

Poi

quando la notte stende

ti sento per le scale

sapendo perfettamente che non c’è nulla.

Questo mi fa rabbrividire anche di più.

 

foto tratta da Bundesarchive_Bild


seconda teoria delle catastrofi

degaswomen77

Un corpo ti fa nascere in un corpo

e riproduce solo un altro corpo.

Corpo ti induce a amare e corpo svetta

nella parzialità dei tuoi pensieri,

nel corpo il tuo presente e corpo scegli

seducente di donna

mentre ti ho amato anima e il tuo corpo

l’ho visto scivolare nella sera

e senza corpo, oggi,

m’orizzonto di stelle e di mancanza

dove ti aspetto

nel tentativo di un amore ancora.


della nascita, credo

Caravaggio_-_David_con_la_testa_di_Golia

 

 

“Non per tua scelta”

disse la mia notte

quando si fece vetro alla finestra

e trasmutai da fossile in pensiero

uno di questi giorni.

Poi s’arrese

qualche forma sconfitta

e lanciò un grido di connotazione

e la mia bocca seppe dell’amore

mentre mi prese un seno alla sua fonte

ed un consiglio:

“Non liberare l’alba dalla notte:

sarebbe un’illusione”.

Da allora guardo quello che non vedo

una vista segnata

da un affievolimento parallelo

cui non concedo di dimenticare

ma non ho altro

e sera dopo sera aspetto il mondo

e il mio tempo si chiede

prima di coricarsi

se sono io o un frammento.


le mani libere

strada

Io mi trovavo nel tuo labirinto

lontanissimo credo

dalla risoluzione di un problema

che avevamo inventato per errore

uno di quei fasulli accorgimenti

che ti sembra di avere

le mani libere

mentre mi lego al tuo legame stretto

e il mio che non ho sciolto

quando qualcuno mi ha serrato al mondo

dove si dice vivano

i legami

che soltanto la morte.


notte all’occaso

Defaced Rothko at Tate Modern

E per quanto io giri nel profondo
verso contrario al solco della sera
questa diminuzione mi raggiunge
notte all’occaso
e diluite forme
portano indietro tutte le mie ore
e mi rivedo dove siamo stati
volti sfuggenti
e nati
in un malore
quando ci partoriva questa terra
l’ultimo giorno prima
e adesso
e dopo
immenso il mio torpore.


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