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come nulla

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Non allontanarti
che la sera dimentica
e la panchina poi quando la nebbia
il vento tace
e l’aria diluita dalla brina
frammenta
le sagome adombrate
come cose d’altrove.
Se poi l’attesa
lì dove mi trovo
quando sarà domani
prova a dirmi
le tue storie di passi
eco può darsi
come se una voce
o forse nulla.

vuoto a perdere 2

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C’eravamo cercati senza dire
tra Parigi e un ricordo
quando ti corre un volo involontario
e le foglie
conservate in un libro e una lettura
di quando non avevo le valigie
ma leggevo lo stesso.
Oggi mi costa molto conservare
senza avere
e conservarti senza
mi procura un disagio di morire
come se fossi stato senza stare
e statico serrare
quello che resta senza più un cassetto
e la sera una pena di dormire
con l’angelo vicino che ti cerca
e mi tocca perfino consolarlo
come se avessi l’anima.


terza passeggiata a volo basso

lampione-notte

mi ricordo di te
quando eravamo uccelli
le nostre passeggiate a volo basso
e le nuvole che odorano di pioggia
quando l’inverno ti riflette il mare
le gocce da schivare
e la città
dove la notte fugge dai lampioni
ed i tuoi passi sanno di distanza
una fuga che avanza.


un tempo lontano

 

Scorrendo il mio blog, ritrovo questa poesia “Lontano” scritta nel 2014 e riscopro letteralmente che, allora, veniva a leggermi e commentarmi, ma non soltanto questa, qualche “firma” e qualcuno mi proponeva anche per un premio. Davvero non lo ricordavo, forse perché ho sempre dato a queste cose l’importanza che do a me stesso come “poeta”. Oggi quelle persone non mi leggono più. Un po’ mi dispiace. Forse hanno pensato che le trascurassi; in realtà, trascuravo me stesso e il tempo che non ho, ma sono grato a chi ne ha preso il posto. Ora è un tempo lontano, come la poesia.

Lontano

D’altronde conoscevi
l’anonimato della porta accanto
e l’iceberg
dove a volte m’imbarco
ma non sapevi se sarei venuto
quando le sere il vento
o forme di conforto
e tuttavia
scrutavi nella posta
recapitata da anni precedenti
in cassette e cortili
dove le palizzate fanno ressa
e il mare non arriva
né respiro
di cui si discorreva
dal tuo indirizzo al mio.
Dunque come potevo
se le rondini fanno naufragio
scriverti
senza tradire la tua delusione
e il mio lontano


ascolto

le-desir-des-livres

 

Quasi vent’anni di A.I.E.D.*
ed infiniti volti
con storie da narrare
una ricerca lunga da afferrare
ed io un ascolto.
Ne ho aiutati molti
qualcuno l’ho perduto
qualcuno ancora a volte mi ricorda
capita che mi cerchi
come per ricordare una canzone
e ascolto.
Io vorrei ricordare
tutti quelli che ho visto
ma la testa si allaga
e spesso vado dove non ritorna
in una confusione che sconfina
e rende l’alba simile alla notte
che ascolto

* A.I.E.D. Associazione Italiana di Educazione Demografica dove svolgo il mio lavoro di psicoterapeuta. Perdonate una debolezza personale.


nostalgia 1

 

2525490744

appena vento
forse
nostalgia
senza di cosa
né ripensare
attesa
e tu che mi domandi scosta l’orlo
di questa sera lunga
che la dimenticanza sa di viole
e cade il ricordare


nostalgia

Christian Hetzel

c. hetzel

 

appena vento

forse

nostalgia

senza di cosa

né ripensare

attesa

e tu che mi domandi scosta l’orlo

di questa sera lunga

che la dimenticanza sa di viole

e cade il ricordare


fiordo

certe volte mi viene da restare
come un fiordo ancorato alla tua terra
e il mare che sconfina

blue-green-and-brown

(Mark Rothko)


le ultime cose che ricordo di lei

 

 

 

Smagliante, ma con un tono di un abisso smesso

che poi ti accorgi che non ti sta bene.

E rabbuia.

Serie d’incurvatureve, neve bianca, argento svaporante

artisticamente adatta a una commedia, come una viola se non c’è la sera

o un’alba dai capelli fino al seno: totalmente allineata.

Evanescenza. Di quelle verso il nulla, bianche azzurrate d’allucinazione

con tono di reale che sconvolge.

E non sai dove sia

 

 

 


marea

 

All’alba

il mio respiro teso verso il mare

ritorna sul tuo fiato

quando ti amo come amassi amore

e a sera

la tua lingua distesa

lascio il mio sale amaro

a margine

e avvolgo la marea verso di te.


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