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Primo recitativo a fondo d’anno

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Vieni

non ci dovremmo ancora addormentare

la tua quiete risplende

e l’universo scende nella sera

mentre dicembre muore

e si prepara

un’altra notte lunga

ed il silenzio

di un’infinita immensa sospensione.

 

 

 


le considerazioni della luna

luna da rocca

(foto di luciana riommi)

 

Per ora resteremo qui

dentro la quiete

che scende la collina fino al lago

dove intriga la notte

e la spazialità della frontiera

come a cogliere segni

di un inverno di pioggia

esile ancora e nuvole vaganti

nell’aria che riluce

questa luna

pallida sorvolante mentre sosto

a carezzare il fondo

del tuo seno disteso

e le foglie

prive di viali oggi

di cui celebreremo ricorrenze

quando il vento si ferma

in questa nostra breve protezione

dove s’arresta il vuoto

nelle considerazioni della luna

che decifriamo a volte

senza alcuna ovazione delle stelle.


di minore sommesso


 
 

Alito
la tua quiete
la porta della vita la mia sete
quando un respiro privo d’apprensione
mi ripiega di sera
e non sarei
se tu restassi margine d’incerto
dove la vista sosta
nell’indeciso inutile
senza di te
che priva d’esistenza
lanci il tuo soffio e aspetti
forse un altro pensiero.

 
 


dal colle

Panorama da Rocca 2

Percorrendo la madre.
Distesa, vestita di respiro
e luna accesa sale stelle a tratti.
Soffusa
tra luci di colline
rami discesi vento verso il mare
soglia di temporale.
Dispersa
da indifferenza radicata e fonda
colma di terra scura di acquitrini
dove la febbre vola con le ali
lungo ruderi spenti
e lingue stanno
nel terriccio rappreso
dove
donne orientali sibilano
per amori dispersi
nei secoli varianti
gocce di volta a sfascio.
Bruci
nei fuochi della notte
quando divampi incendio di campagna
mentre lontano
canti remoti adunano speranze
nella danza dell’ombra
e giallo denso grigio come fumo
imbrunisce la pieve
chiusa nelle pareti e la proposta
di voci lievi
con dedica d’altrove a fronte altare.
Cristo si gira verso un muro a calce
come a nascondere un moto di stupore.
Scende: dalla croce e dal colle
con sguardo teso come un desiderio
verso gli dei lontani
per ricongiungersi a vasta antichità.
Fuochi di notte: Bacco, antichi Re
donne selvagge e dolci
quando la veste s’alza e il seno danza
il vino
tra la paglia e frastuoni della testa
e la campagna arde adesso rossa
quando sei sera rossa nella sera
dentro tutte le notti
dove raccolgo le mie divisioni
salgo
nebbia dal fondo il colle
di quello che non sono e che mi colma
d’altre stesure
e quieto respirare.


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