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al silenzio

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Netto di luce il fondo

la tua voce

l’ascolto stenta

notte

la mia croce.

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controvento

degas 1

Ho voglia di sentire il tuo silenzio

tra queste strade vuote

ed i palazzi

annullati da un sole controvento

fino a quando si placa

e ascolto

un mormorio lontano

come se mi parlassi di un paese

dove le donne

portavano le brocche sulla testa

quando divento fiume

e aspetto.


una sera al caffè

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Annotta
come sapessi scrivere
ma il caffè ancora non me lo portano.
Poi sospirava un albero
il che non ha alcun senso
tranne vento
e di questa stagione
le rondini sono un’opzione variabile
come una fantasia volata altrove.
Quanto a me
mi figuravo una poltrona
per provare a riflettere
ma non ho mai fumato la pipa
e ultimamente i libri
hanno un sapore d’argentato
che ti si attacca al collo
come capita ai vecchi.
Quanto a deflorazioni
al massimo un pensiero per la luna.
Una volta c’era il sapone a scaglie
che ti aiutava a simulare una pelle
simile ai pesci
il che ti permetteva di sgusciare.
Oggi con tutti questi spray
al massimo somigli a un muro
o a un vagone della metro
ma il primo rimane fermo
e il secondo ha un percorso obbligato
e non mi va di tornare da queste parti.
E’ chiaro che ti sei annoiata.


Ma c’è ancora qualcuno

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C’è ancora qualcuno che viene a leggere le mie cose

senza alcuna ragione

mentre l’onda s’abbassa e s’allontana

un moto indietro che mi chiude il petto

scarso

come il respiro.

 

Me ne accorgo la mattina

e non posso fare a meno di pensare

che forse sarà mia madre dall’eterno

o qualcosa di simile

dato che da queste parti

il silenzio intontisce fino a sera

quando ti piego sotto le lenzuola

ti carezzo i capelli

il sudore che inevitabilmente cola

sposto il mondo

e aspetto

che tu dorma nella mia mano

e un sogno ti soccorra.


ombra

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Mi muoverò in silenzio
adescando _ se posso _ rade stelle
che la foschia le opprime e il mio divano
non muove passi tesi verso il tempo
mi muoverò lontano
come conviene a chi conosce l’ombra
per anni di pazienza ad ascoltare
quello che non ho detto
e correnti velate ad assopire
ma non mi muoverò senza una mano
per sostenere quando mi ricordo
e la malinconia
la sera.


le ombre lunghe

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E l’acqua fruscia

immobile

distesa

senza tremare se le sfioro il viso

e l’anima la terra.

Ci scriviamo la sera

la mia costernazione

che mi circonda

ovunque

senza stella.


Primo recitativo a fondo d’anno

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Vieni

non ci dovremmo ancora addormentare

la tua quiete risplende

e l’universo scende nella sera

mentre dicembre muore

e si prepara

un’altra notte lunga

ed il silenzio

di un’infinita immensa sospensione.

 

 

 


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