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un sonno fondo

wild things

(immagine di jamie heiden)

Certe volte si cade addormentati
come i fuochi di sera
quando si estinguono per mancanza estrema
e la campagna somiglia a un tempo stanco
e un rimpianto
mi circonda la testa
come un turbine lento da assopire
e tu
che mi hai sognato
lasciami un sonno fondo.


un grande sonno

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Se si ponesse l’alba
come a trarre
o la notte distesa
una proposta ed una suggestione
se mi venisse una diversa sera
mi colmerei di te
pallidamente
ed invitandoti
ci vestiremmo per la circostanza
e un grande sonno.


case d’aria

de pisis 3

Abito case sopra questa terra

di fango, di mattoni, di lussuria

abito vento

abito occasioni

che il tempo mi concede e poi cancella

abito case d’aria e sembra terra

abito terra

quando sono morto

e quando dormo

dormo

e ignoro dove.


la notte poco fa

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(immagine di jamie heiden)

 

La notte poco fa

tu mi riposi intorno

e l’alternanza.


quando le migrazioni

strada

e gli alberi non hanno una ragione

diversa dalla tua

per quest’aria che passa

con la sua umidità

disciolta

quando settembre cade

né le case sommerse dalla sera

abitano ricordi

che tu non abbia avuto di passaggio

quando le migrazioni

dove talvolta

mi piego e cerco sonno

che mi separi dalla mia insolvenza

e mi chiedo di te

come se fosse ovvio

prima di addormentarmi.


sempre prima dell’alba

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(jamie heiden)

Ormai non dormo quasi più:
mi sveglio continuamente
sempre prima dell’alba.
La fatica di trattenere i sogni
è diventata inutile:
sfumano
come il sonno interiore
e non dipingo l’anima.
Sospetto sia una svolta
tesa verso il reale;
altre, la morte.
E tuttavia ti vedo accanto al buio
anzi ti percepisco:
sento il respiro
l’odore dei capelli
la sfumatura d’ombra
e nella brevità dei movimenti,
senza intenzione,
l’ansia del dormiveglia.
Penso che ti farò il caffé.
Questo mi tiene vivo.


ed arriva mattina

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Che divergono gli anni e da lontano

Mi sembra di conoscermi la faccia

La posizione della sigaretta

L’affusolato grigio delle dita

Mentre mi scordo di non ricordare

Ed arriva mattina

Dopo un addio distratto

Al vento

Le formazioni vuote della notte

Al tuo viso velato

Dove sostava il sonno

E conseguenze

Ancora sul cuscino.


ultima forma di sonno

Con l’occasione, auguri!

cezanne

Amico mio
non soffia un alito
ed ogni tanto mi cade la ventosa
con i vetri
la porta
il firmamento
ed incredibilmente
mi capita di uscire senza scarpe
o forse dovrei dire senza strada
se ci fosse la luna.
Non mi sembro malato ma sto male
e temo, caro, temo,
un calvario di vento
astri a ventaglio verso l’infinito
fondo come un addio
e ho freddo
come non capitava
dal corpo di mia madre
dove dormivo
dormo
dormiremo.
Sera:
ogni sonno è un mistero.


sonno

hopper

Amico mio
non soffia un alito
ed ogni tanto mi cade la ventosa
con i vetri
la porta
il firmamento
ed incredibilmente
mi capita di uscire senza scarpe
o forse dovrei dire senza strada
se le donne
un ricordo
ma non parlo del corpo:
della vita.
La loro forma è come l’universo
e l ‘anima una soglia
varcarla significa viaggiare:
una stasi che pesa.
Non mi sembro malato ma sto male
e temo, caro, temo,
un calvario di vento
una forte dissociazione dalla vita
che nemmeno coi chiodi puoi evitare
astri a ventaglio verso l’infinito
fondo come un addio
e ho freddo
come non capitava
dal corpo di mia madre.
Sera:
ogni sonno è un mistero.

Non so

se scriverò

le foglie.


quando le migrazioni

 

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e gli alberi non hanno una ragione
diversa dalla tua
per quest’aria che passa
con la sua umidità
disciolta
quando settembre cade
né le case sommerse dalla sera
abitano ricordi
che tu non abbia avuto di passaggio
quando le migrazioni
dove talvolta
mi piego e cerco sonno
che mi separi dalla mia insolvenza
e mi chiedo di te
come se fosse ovvio
prima di addormentarmi.


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