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il molo

renir 10

Allora, questo molo è così bello?
E i pesci che vi si annidano sperando di sopravvivere
gli uccelli marini che vi sostano
in attesa di altre ali, altre emozioni
quando il mare concede e non frastaglia
la notte che vi approda
e nasconde gli amanti
e i suicidi che l’hanno trasportato
dove il cielo non è una lontananza
e le biciclette vi scorrono comunque,
dove
sono andati
cosa
potrebbero pensarne
se
potessero?
Forse
sarebbero grati
a quella piattaforma di cemento
che ha permesso loro di evitare
qualcosa che era diventata insopportabile
ma non senza una punta di malinconia.
Dunque, quel molo
sarebbe anche una profonda, lenta nostalgia
mentre noi ci ingegnamo
a trasferire la nostra longitudine
dove la latitudine è un sollievo
perché siamo fatti soltanto di speranza
o di altrimenti zero
e un molo è una speranza di partire.
Per alcuni tornare.
Personalmente io non ne ho bisogno
perché nella mia città non c’è un molo
né pesci o conchiglie
e neppure frangenti
ma soltanto uccelli marini
che si sono sperduti.

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dove l’acqua si ferma (revisited)

experiment-copia

(immagine luciana riommi)

Capita
di viaggiare per mare
vedere le balene
scendere stelle
quando il vento risale
dal fondo fino agli occhi
donne al largo.
Capita
di orientarsi di odori
che vengono da dove non si torna
e perdersi di vista
o una bottiglia
dentro un biglietto implicito
da me
che remo con le mani
dove l’acqua si ferma
per spingerla
dove abitavo
senza sapere se ti trovo ancora
o mi vedrai.

(tratta da e.book “Erato 5)


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