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per trascorrere il tempo

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(immagine di jamie heiden)

 

Quindi mi volgo dove sta la luna

come fossi una sera:

un effetto ordinario.

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gli occhi vecchi

Poi ti dici “ma guarda
ho gli occhi vecchi
come i ricordi e gli anni”
ma la sera
neppure te ne accorgi
“e come faccio?”
appeso alla finestra
e ti rovesci
giri, cerchi ombrelli
apri cassetti, chiudi
e gli armadi… gli armadi
un’impostura
che dovrebbero contenere, stare, avere
ma ci trovi l’inutile del tempo
il suo passaggio
la fuga
l’armatura
che t’è servita a vivere
_ si dice _
e non parliamo delle librerie
dove rovisti forme
_ e chi le ha scritte _
mentre ti trovi in mano vecchi fiori
foglie
fili di lana
punteruoli
e le case, le voci, la stanchezza
e liste, conti, numeri, parole
numeri di parole tra le righe
“sono cose” _ ti dici _
e scrolli il mondo
dove hai poggiato l’anima
e i margini del tuo non rimanere.

(immagine di luciana riommi)

Luciana scatolotto


almeno un altro anno

43noir 7

Mi piacerebbe dirti le mie ore
i minuti i secondi le astensioni
che nessuno ricorda
se potessi
e le dimore
che stanno dove stanno i paesaggi
che non ho mai saputo immaginare
per rilassarmi un attimo
al di là del mio freno
un malincuore
che quando viene non sai cosa dire
né riesci a parlare coi limoni
le farfalle che cercano i ciliegi
i ciclamini che nascono d’inverno
sotto la protezione della sera
pallidi come rose senza fiore
e il profumo di un giorno.


sopra un ponte di barche

seurat ponte dipinto

Mi sembrava di intravederti all’alba
ma la notte un invito
per l’immaginazione a immaginarti
sopra un ponte di barche
dai Dardanelli al seno
e dal mio viso
al tuo distante
e un ultimo richiamo
che mi diceva “non abito più qui”
quando si leva forte la marea
e ti sentivo appena sussurrare
“non penserai di rimanere illeso”
mentre dicevo “mi sembravi donna”
cioè un genere incerto d’altra specie
irresistibilmente
il mio condono.
Poi si faceva quello che succede
e notti
come ancora
tu mi chiedevi “passano?”
come gli uccelli gli anni
desolato
ti guardo
senza dire
ma sono nato a nord del tuo sorriso
dove il vento mi sposta
e non ho altro.


Le lune di Saturno

Matisse 2

Se questa donna fosse

Ed io pertanto

Non parallelamente un’illusione

Dove la mente veste

E da vicino

Fossili

Come la superficie della luna

E se prendesse forma quando volo

La sera

E il riposo

sognasse

Come fanno le vergini vestali

Che chissà quali cigni

Se

Ricordasse

E quieta

Dove stanno i ricordi mi formasse

Forse sarebbe nascere da vecchio

E vecchiamente sorgere la sera

Come fanno le lune di Saturno

E i miei pensieri

Pallidi.


Altamira

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Altamira una volta

ed il mio fiato

trasposto sulla roccia

mentre qualcosa mi correva a fianco

ma non era una donna

mentre il tempo

mi scivolava dietro

aspettavo la luna per sapere

quanto

fosse trascorso

se

e fino allora invano.


alterazioni

mondran 2

Dicono si ricordi.

Come se l’acqua proponesse i tuoi fondali.

E l’assurdo del tempo.

Dicono non ci sia molta distanza

in un appiattimento verticale

e ciò che è orizzontale si condensi.

Dicono dunque si raduni: nostalgia.

E ti trovi disperso.

(Tratta da “Il posto delle piaghe lucenti”)


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