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un sonno fondo

wild things

(immagine di jamie heiden)

Certe volte si cade addormentati
come i fuochi di sera
quando si estinguono per mancanza estrema
e la campagna somiglia a un tempo stanco
e un rimpianto
mi circonda la testa
come un turbine lento da assopire
e tu
che mi hai sognato
lasciami un sonno fondo.


Data la lontananza (Euridice non è mai esistita)

 

Io non posso fare altro che inseguirti
mentre qualcosa insegue me costantemente
e mi dice “scrivi senza illuderti”
ma a volte fa miracoli il volo di un falco lungo il vento
e ti sembra sufficiente rimanere a guardarlo
per un’ora
o due
e potrebbe bastarti, anche se non ti fa venire un’idea
che poi magari ti viene, quando non ci pensi
un’ora
o due
dopo
quando il vento è calato
e il falco lo sa iddio che fine ha fatto, se davvero è esistito,
che poteva anche essere un fantasma
data la lontananza
tra il tuo naso ed il cielo
o un’allucinazione
magari figlia di una piuma figlia di un’idea figlia di un volo
vento
quando la gonna se ne è andata via – ma questo non voleva dire niente –
con la donna
e ti vengono in mente tutte quelle che se ne sono andate
come Euridice, che non è neppure riuscire a tornare,
lei senz’altro figlia di un volo
pur sapendo benissimo che non è esistita
se non come un’idea
che volava
nella piuma di un falco che si faceva trasportare dal vento
mentre è esistita tutta la mancanza
del vento
del volo
del tempo.


una giornata lunga

Nelle sere ordinate da un pensiero
se sapessi rivolgermi ad un fondo, lento disagio che
forse domani
mi ricordo domenica
la decenza di un velo, il tempo incerto
la sera
mi ricordo di te senza pensare
e questo mi sconcerta.
Riposare
lungo il segno di un dito
che poi scendeva lungo il tuo profilo
e mi chiedevi – credi esista? –
quando cade la notte un’altra volta
e il mondo si dimentica
dilata
e noi dimentichiamo
d’essere nati soli
sabato in spiaggia dove passa il vento
muove la sabbia. muove l’onda bassa
e il tempo:
una giornata lunga.


almeno un senso

 

Dicono che la notte si condensi
ai margini
e da lì venga a farmi riposare.
Dicono anche si diffonda il vento
a rinnovare il tempo
di una frattura antica
dove si spezza il giorno nella sera
e la sera nel giorno.
Dicono soffi e l’alba si rivesta
dei colori che porta
ed un frangente spanda
l’olio della tua tela a dissipare
quello che ieri è stato
e porti ore
e forme
di cui si dice tu sia investitura
mentre passa la vita
e declinando spenda questo aspetto
dicono adesso cerchi almeno un senso.


tutti i nomi degli anni

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noi passavamo anni a immaginare
tutti i nomi degli anni

pensami come sera


Paul Celan. Da “Parte di neve”

 

 

 

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L’ANNO INCOMINCIATO
col suo cantuccio marcio
di pane illusorio.

Bevi dalla mia bocca.


Alle volte segnali

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A prima vista sembravano puntini

come quando le luci

non sanno esattamente illuminare.

D’altronde

con le stelle non è diverso.

In seguito avanzando

si poteva pensare a dei segnali

ma la stagione esclude

e senza vento

tutto cade a strapiombo.

Forse barlumi

o riverberi

quando qualcosa è stato

ma il mondo dovrebbe essere a rovescio.

Ali

se la stanza volasse

ma i lucernai stanno nelle soffitte

quando cade la notte

e spegnere non è  facoltativo.


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