Archivi tag: vento

notte di un rematore

 

Con la malinconia di questa sera
ogni giorno finisce e mi dispongo
a una notte di stelle
che non incontro mai.
Solo se fossi mare sarei pace
ma il vento è disciplina e le mie braccia
non sanno più remare.


dispersione

 

E quando l’ora si faceva inerme
ho amato l’acqua.
A volte
serravamo le fila
altre
tu sfioravi le foglie.


piccole variazioni senza vento

20914329_1429412343807944_450087486910815383_n

(immagine di luciana riommi)

 

Quindi si passeggiava con le foglie

tra disimpegni grafici di strada

voci lunghe

dalle finestre alte

e sogni di selciato.

Tu diramavi pagine strappate

certamente sequoia in altra vita

quando la via è di sera

e il mio frugare

sembrava un volo sceso senza vento.

Tu mi dicevi “stupido!”

strisciante

come dentro una vena ti seguivo

nel verso del tuo corpo

ed approssimazioni _ si frusciava _

come se avessi ancora le tue gambe

una notte i tuoi fianchi

un improvviso

senso di variazione mi avvolgeva

d’oltremare la sera

ma lontana.


controvento

degas 1

Ho voglia di sentire il tuo silenzio

tra queste strade vuote

ed i palazzi

annullati da un sole controvento

fino a quando si placa

e ascolto

un mormorio lontano

come se mi parlassi di un paese

dove le donne

portavano le brocche sulla testa

quando divento fiume

e aspetto.


siamo andati un’estate

Charles Henry Gifford (1839-1904) Battersea Bridge, London

siamo andati un’estate
verso vento
almeno questo sembro ricordare
ma non ricordo dove siamo stati
tranne che ci sembrava di partire
e in qualche modo
credo
di arrivare
quando i viaggi finiscono.


vento

C_4_foto_1303442_image

Io conto la sabbia di una spiaggia
e mi tocca sempre ricominciare da capo
perché mi piace il vento.


Ce soir

164641373-2f4ed352-3277-4e50-97eb-e7c4a7ba4acc

Ci sarebbero incontri inaspettati
se risalissi
o forse ancora scendere
ma il vento questa sera si riposa.
Inutilmente ti assaporerei.
Notte dilaga.


albatros 2

cieo 4

(immagine tratta dal web)
Io sono un albatros da navigazione
e vento, spaziature
vacillare
senza approdo di terra.
E tuttavia la sera
qualche volta
ti vestirei di striature azzurre
per un incontro immenso come il mare:
io non posso restare.
Quindi riverso fondo
ti sfiorerei le palpebre e il tuo sonno
per un contrario che non so volare:
stelle
non ne posso toccare.
Mi legherei le ali alla tua schiena
e la parete al cielo
per ravvisarti un attimo
ma tu sei forma dietro una finestra
che contemplo lontano
terra
che non posso sfiorare.


il vento, il suolo

donna

(jamie heiden)

 

luce da est sorvola
lieve
come un silenzio autistico
ed io che mi sollevo guardo il vuoto
ed insignificante
scendo nell’ombra valle
ed il declino
il vento
il suolo.


in assenza di vento

10449978_694937120586159_6966123543782822751_n

(foto di jamie heiden)

non mi sento gelato ma domani
questa stagione non dà garanzie
come aspettassi un treno
che non si sa se è in ritardo
arriva quando arriva
e per quanto tu non ne abbia voglia
sali
come l’ombra la sera
che scala le pareti e si nasconde
creando sfumature
i parchi
i giorni
e tutto intorno
ci puoi mettere quello che ti pare
anche una malattia senza contorni
ed una divisione generale
quando insegui le foglie
che nessuno può dire dove vanno
nel roteare
di quel moto di terra
che fa girare la mia testa e i santi
pur non essendo vento
non essendo.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: