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la cosa piccola

Edouard_Manet_-_Le_Chemin_de_fer_-_Google_Art_Project

Tu sei una cosa piccola

infinita

e come tutte le cose piccole del creato

sei un istante e un rimpianto

di un mio diverso dire

il mio disagio

di non sapere oltre la tua forma

che pure è solamente un’apparenza

che non posso raccogliere

perché sei troppo grande

quando io sono assenza

e mi cerchi le mani.

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strettoie

clausen 3

Poi si guardava allo specchio

come per rassicurarsi

e a volte si toccava i seni

per sincerarsi che fossero ancora lì.

Forse non si sentiva affatto

ma non c’è un punto dove deviare

e si segue

fino in fondo

fino a quando si arriva.

E allora ho pensato:

ha traversato tutta la vita

solo per finire lì dentro.

Mio Dio com’è stretta.


Alexanderplatz

Berlin, Ruinen und zerstörte Autos

Ora, secondo me,

le cose non sono mai come appaiono;

anche se mi trovo a Berlino

non credo sia vero.

Né credo di affacciarmi

da una finestra di Alexanderplatz

e di non vederti in tutta quell’assenza

dato che ti vedo

assente.

E il panico in cui viaggi

che non esiste ma c’è

di cui sento la puzza di petrolio,

la nafta,

lo sfrigolio che lacera le strade

le urla

così come ti vedo non vedente

sgretolare i palazzi

farli nulla

e la gente che cerca le macerie

per vedere di recuperare qualche cosa

tra i resti delle proprie anime

ma non trova altro che te

e per quanto ti frughi

non riesce a rintracciare altro.

Poi

quando la notte stende

ti sento per le scale

sapendo perfettamente che non c’è nulla.

Questo mi fa rabbrividire anche di più.

 

foto tratta da Bundesarchive_Bild


scarsità

lalla 1

Trovo poco credibili
parole che la sera si confondono
a un malanno lunghissimo
e senza invito
vengono a rovesciarmi.
Non conosco la fonte
né mi interessa troppo rintracciarla
accontentandomi di supposizioni
che mi vedo costretto a formulare
per dare una ragione alla ragione
sempre con poca voglia.
Sono parole prive di pensieri,
scarsità
incongrue
volatili
più che altro vissuti come d’onda
che restano un istante
per ritirarsi
e tornano
lasciando un’impressione di rammarico
vaga
d’assuefazione al tempo
forse mia madre
se mai mi avesse amato oltre se stessa
che tuttavia smentiscono
parlandomi d’amore e di rimpianti
per tutto ciò che poi non ho saputo
essere o sono stato
e francamente mi libererei
di fin troppi ricordi
che mi riportano indietro in una vita
involontaria
colma di sfumature d’incoscienza
negazioni
di quel che oggi sono
o almeno credo
cui ho rinunciato per non affaticare
oltre misura l’anima
e la vita di chi ne condivide
lineamenti e trascorsi
che rinnego
sapendo di sottrarre consistenza
al tempo
e strappo
dal luogo cui provengo
che cancello
e lascio nella strada e nella notte
che mi appare lucente
e stelle stelle stelle
di un infinito amore
e puntualmente un incubo.


le mani libere

strada

Io mi trovavo nel tuo labirinto

lontanissimo credo

dalla risoluzione di un problema

che avevamo inventato per errore

uno di quei fasulli accorgimenti

che ti sembra di avere

le mani libere

mentre mi lego al tuo legame stretto

e il mio che non ho sciolto

quando qualcuno mi ha serrato al mondo

dove si dice vivano

i legami

che soltanto la morte.


notte all’occaso

Defaced Rothko at Tate Modern

E per quanto io giri nel profondo
verso contrario al solco della sera
questa diminuzione mi raggiunge
notte all’occaso
e diluite forme
portano indietro tutte le mie ore
e mi rivedo dove siamo stati
volti sfuggenti
e nati
in un malore
quando ci partoriva questa terra
l’ultimo giorno prima
e adesso
e dopo
immenso il mio torpore.


la notte poco fa

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(immagine di jamie heiden)

 

La notte poco fa

tu mi riposi intorno

e l’alternanza.


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