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a voce sola

strada

Tu

indiscutibile

frammento del mio essere nascosto

che mi riveli e copri mentre saldo

la mia diversità nel rimanere

parte di questo immenso mare scosso

qualche volta la pace

nella misura del tuo disgregare

ogni forma di vita per legarla

ad uno sconosciuto soggiacere

come fosse la morte

la mia attesa

di una solitudine sommessa

lascia che mi accompagni una memoria

un amore

un inganno

un disvalore

di questa mia conclusa umanità


riflessi

image 3s

Non ho occhi diversi dal guardare
dove poggi l’oceano la sera
né parole
quando mi scende il tempo
e sale
l’universo
all’imbrunire.


trepidazioni

se tu avessi una voce

io mi farei silenzio

se parlassi

cantassi

respirassi

inauditamente

oltre ogni se il mio se

e il tuo

se solo ti accostassi


aria 2

 

e ti darò la madre

dalle pieghe del fondo

il seno

la sua voce

il corpo grande

le braccia intorno al tuo

la convergenza

nel mormorio del vento alla finestra

dormi

nella casa silenzio

appena reclinata

sul versante del mondo

che scivola lontano

l’acqua

le stelle

il sonno

la mia mano.


ricordare a una voce

 
 
Vento sognava asiatico
di sabbia
che poi lasciava spargere nel mare
o deserti d’altrove
che non si sa se stanno dove stanno
in un immenso forse.
Grigio come Parigi a colazione
rimestavo clessidre
vecchi orologi
lampi
che qualche volta vanno
dove s’incrocia l’aria
magari a casa tua dalla finestra
luce
mentre tuona di sera.
E le righe di pioggia viso a viso
ti bagnano le mani a primavera
seduti nell’inverno a un tavolino
a discorrere d’anime segrete
confini
chiusi tra le pareti di musei
come una voce spersa
in un ricordo ignoto
che immaginavo a volte sul tuo viso.

 
 


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